
Made in Italy tra sacro e profano
Sette artisti italiani alla Biblioteca di Dortmund Brackel: l’arte contemporanea con il sacro davanti al pubblico tedesco
Mostra a Dortmund – Dal 22 gennaio al 22 marzo 2026, la Biblioteca di Dortmund Brackel ospita la mostra collettiva “MADE IN ITALY – Tra Sacro & Profano”, un progetto espositivo di forte impatto visivo e concettuale che porta in Germania sette protagonisti dell’arte italiana contemporanea: Matteo Basilè, Carlo Bevilacqua, Vito Centonze, Sante D’Orazio, Pino Lauria, Luigi Ontani e Claudio Vino.
La mostra è organizzata dall’artista pugliese Vito Centonze, da anni attivo in Germania, con la collaborazione della scrittrice pluripremiata Luisa Patta di Siena. La presentazione è affidata alla docente di lingua italiana Antonia Lacalamita, impegnata nella diffusione della cultura italiana in ambito internazionale.
1.Matteo Basilè – Visioni mistiche e umanità contemporanea
Le fotografie di Matteo Basilè sono immagini oniriche e poetiche, sospese tra estasi e sogno. Santi e papesse abitano scenari barocchi attraversati da elementi surreali, mentre il sacro si confronta con il desiderio e la fragilità umana. Emblematica la sua rilettura della Deposizione michelangiolesca, dove il Cristo è una persona con sindrome di Down: un potente simbolo del martirio quotidiano della diversità nella società contemporanea.
2.Carlo Bevilacqua- Tra devozione e provocazione
Il lavoro di Carlo Bevilacqua oscilla con eleganza tra sacro e profano. Da una suora immersa nella luce della preghiera, eco della pittura fiamminga, a un travestito con aureola che ricorda una corona di spine. Nel mezzo, la fotografia di un santo isolato tra le montagne, lontano dal folklore, come un eremita moderno alla ricerca di silenzio e spiritualità.
3.Vito Centonze – Nuove icone del quotidiano
Con il progetto fotografico “Nuove Icone”, Centonze restituisce sacralità alla vita di ogni giorno. Ispirato ai volti estatici del Rinascimento e del Barocco, l’artista ritrae persone comuni come santi contemporanei: artisti, casalinghe, senzatetto, bambini, immigrati. Un’operazione poetica e sociale che trasforma l’ordinario in icona.
4.Sante D’Orazio – I sacerdoti dell’arte
Ritrae grandi nomi dell’arte contemporanea – da Jeff Koons a Damien Hirst, fino a Maurizio Cattelan – come “preti” dell’arte. Figure che, come sacerdoti, diffondono un credo estetico. Le sue immagini affermano con forza il potere dell’arte: se non può cambiare il mondo, può renderlo più bello e abitabile.
5.Pino Lauria – Androgeni celesti
I santi di Pino Lauria sono ambigui e sensuali. I confini di genere si dissolvono, lasciando spazio a figure androgine che ricordano gli angeli, mediatori tra cielo e terra. La fotografia diventa così ponte tra il quotidiano e la spiritualità, tra corpo e trascendenza.
6.Luigi Ontani – Il sacro come autoritratto
Partecipa con un’opera storica: la reinterpretazione fotografica del Cristo di Guido Reni, in cui l’artista assume su di sé la corona di spine. Accanto all’opera, uno scambio epistolare testimonia un dialogo intellettuale che dura da oltre venticinque anni, rendendo la mostra anche racconto di memoria e amicizia.
7.Claudio Vino – Il corpo e la croce
Le opere di Claudio Vino sfiorano il profano affrontando temi profondamente sacri, come la crocifissione. Nei dettagli, il corpo diventa luogo di dolore, tensione e interrogazione spirituale, offrendo una visione cruda e contemporanea del sacro.
“MADE IN ITALY – Tra Sacro & Profano” è un atto culturale di dialogo tra Italia e Germania, un omaggio all’arte italiana che si presenta al pubblico tedesco con coraggio, poesia e consapevolezza del presente.



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