
In questi giorni, stiamo assistendo a un fenomeno allarmante: l’aggressione diretta alla cultura politica, sociale e giuridica dell’Occidente
Questo attacco sistematico mette in discussione le fondamenta su cui si basavano le nostre certezze, sulle quali siamo cresciuti, che vengono progressivamente cancellate giorno dopo giorno
L’inquilino della Casa Bianca non risponde più all’immagine accattivante dell’americano che arrivava in jeep, nel giorno della liberazione dal nazifascismo nel 45’. Anzi, ora sembra egli stesso affascinato dal rigurgito autoritario a tal punto da affermare: “la morale sono io”. Davvero un mondo all’incontrario.
È fondamentale non sottovalutare la gravità di ciò che sta avvenendo, poiché le ripercussioni sul tessuto democratico e sulle libertà individuali sono profonde.
A tal punto che la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, nel suo discorso al Forum di Davos afferma: “ Shock geopolitici come lo scontro con gli Usa sulla Groenlandia devono essere “una opportunità” per “costruire una nuova Europa indipendente“. Forse è arrivato il momento di creare gli Stati Uniti di Europa con chi ci sta!
Pensiamo alla riforma della giustizia
Rammentiamo la storia: la giustizia fascista si configurava come un esempio emblematico di come la legge possa essere piegata a fini di controllo ideologico e repressione. Sotto il regime fascista, la giustizia non perseguiva più l’imparzialità né garantiva i diritti fondamentali degli individui. Al contrario, i principi di equità e tutela venivano sacrificati in nome della sicurezza e dell’autorità dello Stato. L’obiettivo prevalente era quello di rafforzare il potere del regime, reprimendo ogni forma di dissenso e allineando la società ai dettami ideologici imposti dall’alto. Che vi siano anche oggi, di fronte a fatti di cronaca, reazioni politiche verso continui decreti sicurezza, questi sono segnali allarmanti. Continui decreti sicurezza in successione portarono all’ascesa di Mussolini.
Era il ministro della guerra che sceglieva i giudici
Quello che lo storico Alessandro Barbero, in questi giorni aggredito verbalmente sui social, ha fatto è una formidabile bordata alla certezza del Governo Meloni sul quesito referendario per il Si alla riforma, ora davvero messo in discussione.
Smentendo coloro che dicevano e dicono che non è vero che si vuole mettere in discussione l’autonomia dei giudici.
Perché Barbero insiste, “quel testo della Costituzione sull’ordinamento della Giustizia e della Magistratura è scritto da antifascisti” superstiti dal Tribunale Speciale di Rocco, lo stesso che fece arrestare Antonio Gramsci in aula parlamentare. I padri costituenti sapevano che: dietro l’autonomia della magistratura dalla politica c’era il cardine della difesa dalla dittatura, da cui uscivamo dopo la tragedia della guerra.
C’è chi dice che, attenzione, cosa chiedere alla destra estrema al Governo? Per anni, dopo il ’45, la destra estrema legata al MSI era antisistema, fuori dall’arco costituzionale, cosa volete che facciano ora i loro sodali, che pur cambiando nome, sono al governo? Forse è proprio cosi!
Ma i giornali schierati e diventati veline di partito come Libero scrivono : “Barbero parla senza aver letto mezza riga”. Poi: “Il comunista Barbero spaccia bufale sul No”
Non se ne esce, davvero il mondo è cambiato, di fronte a questa onda nera anche un liberale come Alessandro Barbera oggi diventa di sinistra, anzi comunista.
Il sito Pagella Politica fa una analisi logica al discorso di Barbero concludendo “Barbero descrive correttamente molte caratteristiche del sistema attuale e della riforma, ma le conclusioni più allarmistiche, sul ritorno a un controllo politico della giustizia, simile a quello di uno Stato autoritario, rientrano nel campo delle opinioni politiche e delle previsioni sugli effetti futuri della riforma, non in quello dei fatti verificabili oggi.”
Ma che tipo di giornalismo è? Sono appunto le previsioni che preoccupano. Se passa questa riforma con leggi ordinarie che riempiano i vuoti, una volta che la porta è aperta cosa occorre ancora se non maggioranze coese che possano decidere di entrare e stravolgere tutto?
Ecco perché la Costituzione non si deve toccare, si deve blindare. Ve lo ricordate Oscar Luigi Scalfaro, il Presidente della Repubblica che dopo il suo mandato partecipò alla campagna per NO all’attacco alla costituzione fatto da Renzi?
leggete qui il suo ultimo scritto sulla costituente, davvero commuovente
La geopolitica della destra e il paradosso di Israele.
Martedì 27 gennaio 2026 è la Giornata della Memoria. La vicenda di Gaza pesa come un macigno sulla gestione politica dell’estrema destra al governo di Tel Aviv. È come se davvero fosse offuscato quel mondo israelita che ha commosso e commuove il mondo osservando i ricordi dell’Olocausto. Ma non riusciamo a distogliere lo sguardo al genocidio dei poveri a Gaza e Cisgiordania.
Anche qui troviamo lo stravolgimento culturale, in parte dovuto anche alla ferocia di Hamas che ha offuscato menti liberali portandole a giustificare la risposta muscolosa ed eccessiva su Gaza, mentre apprezziamo gli israeliani che continuano a sperare della pace e nella pacifica convivenza.
Del resto per resistere a questa onda nera che pervade il mondo ci dobbiamo affidare alle belle menti pensanti, ora che la ragione è schiacciata sotto i piedi dai potenti autocrati. Che mondo!
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