
L’analisi di Andreini
L’oro nell’incertezza globale – Negli ultimi mesi, i mercati finanziari hanno mostrato segnali di forte volatilità. L’oro ha raggiunto nuovi massimi storici, superando i 4.600 dollari l’oncia, mentre l’argento ha toccato 93 dollari, registrando rialzi rispettivamente del 70% e quasi del 200% nell’ultimo anno.
In contemporanea, Bitcoin e altre criptovalute hanno subito correzioni significative, passando da quasi 96.000 dollari per bitcoin a poco più di 90.000 dollari nel giro di pochi minuti; penalizzate dall’aumento delle tensioni geopolitiche e dalle recenti minacce tariffarie degli Stati Uniti contro otto alleati della NATO nel caso in cui la Danimarca non avesse accettato un accordo sulla Groenlandia. Questi dati evidenziano come, in un contesto di incertezza globale, i metalli preziosi stiano emergendo come beni rifugio privilegiati, capaci di attrarre sia investitori istituzionali sia privati in cerca di protezione e stabilità. A commentare questo scenario è Antonino Andreini, CEO della Holding Finanziaria Prime Compagnie Strategiche BV, che nella mia intervista condivide la sua visione sul ruolo dell’oro come asset sicuro e sul valore aggiunto di una produzione certificata, sostenibile e trasparente. Lo ringrazio per la disponibilità e per la chiarezza con cui ha illustrato la sua analisi e la sua esperienza su un tema di grande attualità.
In un contesto geopolitico così complesso, quali sono le principali ragioni per cui oggi conviene investire in oro?
“Il rendimento medio su un lungo periodo – ad esempio dal 2000 al 2025 – è stato di circa 10–11 % annuo. Un rendimento al di sopra della media se si considera che storicamente, i mercati azionari hanno reso circa 7–10% annuo nel lungo periodo (prima dell’inflazione). Inoltre, negli ultimi 4 anni stiamo assistendo alle conseguenze di forze geopolitiche, finanziarie e macroeconomiche che si rafforzano reciprocamente in modo strutturale e non per semplice speculazione di breve periodo. Di conseguenza, abbiamo assistito a un forte aumento del prezzo dell’oro, a ritmi ben superiori alla media storica, che per gli investitori del settore ha comportato un guadagno del 60-70% solo nel 2025. Dall’inizio del 2026, l’oro ha continuato a stabilire nuovi record, un trend che, a mio avviso, continuerà per almeno 3-4 anni, salvo un cambiamento significativo delle attuali condizioni globali. Per chi è interessato ad accumulare rendimenti superiori alla media almeno fino al 2030, l’oro rappresenta un terreno particolarmente fertile”.
2. Chi può investire in oro oggi: investitori istituzionali, privati o fondi negoziati in borsa? Quali strumenti sono più adatti per ciascuno?
“Oggi l’oro è accessibile a diverse tipologie di investitori, ognuna con strumenti più adatti alle proprie esigenze, dimensioni e obiettivi di investimento, quali:
- Investitori istituzionali: Banche centrali, fondi pensione, assicurazioni, grandi asset manager
- Oro fisico (lingotti “Good Delivery”): usato come riserva di valore e copertura contro rischi sistemici.
- Contratti futures e forward sull’oro: per (hedging), gestione della liquidità e strategie tattiche.
- ETF sull’oro di grandi dimensioni: per esposizione rapida e liquida senza gestione fisica.
- Accordi OTC (over-the-counter): operazioni personalizzate su larga scala.
- Investitori privati (retail): risparmiatori e piccoli/medi investitori
- Oro fisico (monete e piccoli lingotti): ideale per chi cerca sicurezza tangibile e indipendenza dal sistema finanziario.
- ETF/ETC sull’oro: facili da acquistare tramite banca o broker, con costi contenuti.
- Piani di accumulo in oro: per investimenti graduali nel tempo.
- Certificati o fondi comuni legati all’oro: per chi preferisce una gestione professionale.
- Fondi negoziati in borsa (ETF/ETC) – (Nota: non sono investitori, ma strumenti, per Investitori privati, Investitori istituzionali e Trader di breve periodo)
- Gli ETF/ETC: permettono di investire in oro senza detenerlo fisicamente.
Quali scenari geopolitici o economici potrebbero rafforzare ulteriormente il ruolo dell’oro come bene rifugio nei prossimi mesi?
“L’aumento delle tensioni tra Stati Uniti, Cina e Russia, in particolare i conflitti prolungati in aree strategiche o il rischio di sanzioni e contro-sanzioni economiche — come quelle che si stanno delineando tra Stati Uniti ed Europa degli ultimi giorni — contribuiscono ad alimentare l’incertezza. A ciò si aggiungono i rischi di shock energetici o commerciali, fattori che spingono la domanda di oro fisico e strumenti finanziari legati all’oro”.
Come garantite ai vostri clienti che l’oro che producete e vendete rispetti pienamente gli standard di qualità, tracciabilità e sostenibilità?
“Già 15 anni fa, al momento della costituzione della nostra società, abbiamo compiuto scelte lungimiranti, considerate ancora oggi all’avanguardia, a livello di estrazione verde ad impatto zero, nel pieno rispetto dell’uomo e della natura. I nostri macchinari sono alimentati esclusivamente da fonti di energia rinnovabilie, eliminando ogni possibile fonte di inquinamento ambientale. Abbiamo inoltre implementato un sistema che consente di tracciare l’oro dalla fonte al prodotto finale, con la registrazione di ogni passaggio della catena di approvvigionamento, permettendo la certificazione dell’intera filiera di estrazione dell’oro. Infine, a livello qualitativo, ogni lotto viene sottoposto a rigorose analisi chimiche e fisiche da parte dei nostri specialisti metallurgici al momento in cui la risorsa viene fusa in lingotti chiamati Dorè (con una purezza compresa tra il 92% e il 97%) accompagnati da documentazione tecnica verificabile”.
Che ruolo giocano le certificazioni, la trasparenza e le pratiche etiche nella scelta di un produttore di oro da parte degli investitori?
“Se per noi è sempre stato fondamentale, fin dal primo giorno, operare in modo etico e sostenibile, negli ultimi anni abbiamo osservato una crescente attenzione da parte degli investitori verso certificazioni, trasparenza e responsabilità sociale. Questo cambiamento è guidato da fattori economici, sociali e normativi. Il futuro dell’oro è pulito, tracciabile e responsabile: un modello che riduce l’impatto ambientale, tutela le comunità e rafforza la fiducia degli investitori.”
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