
L’Italia invitata al board per Gaza – Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni parlando coi giornalisti a Seul sul Board per Gaza.
“Mi pare che l’Italia“, ha aggiunto Meloni, “sia un attore molto attivo nella regione, in buoni rapporti con tutti gli altri attori regionali, e quindi siamo contenti e faremo del nostro meglio per dare il nostro contributo, che pensiamo possa fare la differenza“. (Ansa)
Che cosa è il board per Gaza?
Anche se ancora il conflitto non è finito e le armi non tacciono tuttavia la tregua ha quanto meno ridotto l’intensità del conflitto.
Hamas dovrebbe consegnare le armi, ma non lo ha fatto e dei combattimenti continuano.
Tuttavia si può parlare di ricostruire. E ben sessanta paesi sono stati chiamati a fare parte del panel probabilmente nella speranza che i paesi arabi ricchi siano disposti a investire soldi nella ricostruzione.
E questo lo si vedrà strada facendo.
E i sessanta paesi? Probabilmente sperano che le proprie imprese possano essere coinvolte nella ricostruzione.
E dunque potrebbe essere un affare per le imprese italiane.
Questo è il principale obiettivo della premier in tutti questi viaggi in cui si stringono accordi di partenariato con altri paesi.
E se infatti per molte imprese italiane il mercato italiano non è molto attraente si cercano sbocchi all’estero sia in termini di esportazioni sia in termini di commesse.
L’importante è che le imprese lavorino e paghino gli stipendi ai lavoratori, che vuole dire anche versare contributi all’INPS e tasse allo stato con l guadagni che le imprese ottengono.
Il mercato in Italia è chiuso? Non è chiuso ma nemmeno in crescita.
di Attilio Runello
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