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Il Palazzo delle giare

Il Palazzo delle giare
Il Palazzo delle giare

Il Palazzo delle giare a Bari, Piazza Umberto si arricchisce di una nuova struttura ricettiva della Metaresort della famiglia Mazzitelli. Il palazzo, però, ha catturato l’attenzione dei passanti che hanno cominciato ad immortalare sui social le foto scattate al nuovo palazzo realizzato, nella sua parte prospicente, con balconi decorati da giare in poliuretano espanso.


I grandi vasi, posizionati sulla facciata, danno l’idea di essere in bilico come fossero sugli scaffali di un arredo interno. Una scelta audace rispetto alla conformazione degli altri palazzi di piazza Umberto, voluta perché, a detta dell’architetto «qualsiasi piazza nel mondo è definita dalle facciate degli edifici prospicienti – ed aggiunge – I palazzi sono la scenografia della piazza».


L’inaugurazione dell’apartment hotel è fissata per la prossima primavera, in un’area ormai del quartiere murattiano, conosciuta più per le sue ombre, che per le sue luci.
Bisogna intendere l’architettura moderna uno stile che cerca di essere funzionale, leggero e di liberare l’uomo dai vincoli, creando spazi pieni di fantasia verticale. Del resto a Milano è famoso il bosco verticale.

L’imitazione della natura e l’uso della luce sono visti come principi fondamentali e razionali.
Si cerca un equilibrio tra essenzialità e dettaglio, rifiutando la ripetizione monotona, in favore della complessità e della sorpresa.

L’architettura ha l’aspirazione di creare bellezza, esprimendo i valori di un’epoca e definendo lo spazio per la vita umana. Ma come si evidenzia la Bellezza in una società dominata dall’apparenza?
Le giare non richiamano forse al paesaggio tipico della terra pugliese? Soleggiata e riflessa dal bianco dell’intonaco dei borghi storici e dove ad apparire sono anche le giare di forme e colori diversi, che adornano le porte delle abitazioni tipiche di paesi della Valle d’Itria o delle coste adriatiche o della grecia salentina.


La ricerca della Bellezza non può essere anche un richiamo moderno dell’architettura alla spiritualità? Non sono forse le giare le protagoniste delle nozze di Cana, dove il Cristo tramuta l’acqua in vino? Quindi una chiave di lettura di questa nuova facciata può essere visto come un punto di trasformazione, non solo in senso architettonico, ma anche e soprattutto in senso sociale. Non dimentichiamo che Piazza Umberto a Bari oggi, ma in realtà da trent’anni e più, è il luogo dello spaccio di droga per eccellenza. Dapprima fenomeno tutto barese ed ora appannaggio di diverse etnie, in contesa tra loro per il controllo ambito di questa piazza.


Allora, in un momento storico dove a dominare l’architettura è il Brutalismo, il battesimo del “Palazzo delle Giare” potrebbe significare una trasformazione, una elevazione dall’acqua al vino, una continuazione di quel famoso matrimonio biblico, che in realtà può segnare una rinascita della città di Bari, amministrata per un trentennio, da compagini locali troppo permissive verso i fenomeni di delinquenza e molto remissive sugli aspetti funzionali di una città in espansione sociale ed economica.
E ricordiamoci tutti, che l’apparenza inganna.

di Giuseppe Romito

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