Principale Arte, Cultura & Società Musica, Eventi & Spettacoli “Bene Benni” a Bari presso “Nel Gioco del Jazz”

“Bene Benni” a Bari presso “Nel Gioco del Jazz”

“Bene Benni” - gente che fa cultura

di Francesco Romito

Venerdì, 16 gennaio 2026, presso l’associazione “Nel Gioco del Jazz”, a Bari, in collaborazione con  l’associazione culturale “Il Venerdì Libertario”, si è tenuta la  prima replica di “Bene Benni. Omaggio a Stefano Benni”.

Interpretato da  Barbara De Palma, Maria Pia Latorre, Vincenzo Mastropirro e Paola Santini, “Bene Benni” ha riscosso un buon consenso del pubblico. L’ideazione dello spettacolo “Bene Benni” è di Maria Pia Latorre. All’interno canzoni di cantautori italiani eseguite da Paola Santini.

I vivaci dialoghi hanno seminato cultura, fino a far esplodere mondi e costellazioni di satira, buon umore, sarcasmo e profonda introspezione. Barbara De Palma ha proposto il brano “Luna dove sei”, di sua composizione, mentre Vincenzo Mastropirro ha suggerito misteri al flauto.

Gli interpreti hanno, con originalità, immaginato degli incontri, ravvicinati o a distanza, in aree culturali comuni o contigue, (anche dirimpettaie di un gioioso condominio dell’umanità desiderosa di libertà), come quelli avvenuti fra Stefano Benni e Fabrizio De Andrè, o fra Stefano Benni e Daniel Pennac.

Nella pièce sono stati riadattati due pezzi di Benni, il racconto di “Torquato, il pensionato” e la “Ballata della città dolente”, con incursioni da numerosi altri testi.

Cercare una politica nelle proprie fantasie, non programmatica né urlata, non come evasione ma come sguardo “obliquo sul reale”, che lo si condivida oppure no, è come immaginare mondi diversi compiendo il primo passo per cambiarli; così hanno interpretato il testo gli interpreti,  con trasporto artistico e senso della satira.

Come musiche ora lente, larghe, armoniche, dolcissime e poi, senza indugio e preavviso, dissonanti, stupefacenti e pure capricciosamente e ansiosamente ritmate, di impatto audio esclusivo, ma capaci di tenere a memoria le melodie frettolosamente abbandonate e apparentemente tradite, nel tentativo di liberarsi dal programma per cui sono state composte, evocatrici di una cercata, ma indisponibile “amicizia stellare” con altri strumenti, come navi, oppure libri, carichi di espressione, narrazione e di arte, si è disteso come un fresco lenzuolo, l’impossibile, l’immaginario, quell’immaginario che Benni ha tanto praticato. Dialogo, dunque, fra stelle che si rincorrono e si perdono nel cielo.

Alessandro Fini, in Umanità Nova, del 18 settembre 2025, ha scritto: “Ecco allora Stefano Benni nel suo mostrare il lato ridicolo del potere, di ogni potere, svelandone debolezze e fragilità, nel suo denunciare con impareggiabile ironia l’insensatezza della società in cui viviamo irreggimentati e contenti, nel suo esaltare le diversità che rendono ogni individuo unico e prezioso, nel suo raccontare le gesta di antieroi ribelli che conoscono paure e incertezze ma che non si arrendono e cercano di cambiare il mondo prima che il mondo cambi loro”. Clausola, questa, forse liberatoria e antidoto contro le intollerabili violazioni, compressioni e costrizioni verso l’umanità?

Lo spettacolo “Bene Benni” sarà nuovamente replicato prossimamente. Siete tutti invitati a partecipare.

 

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