
Versi e Racconti della Settimana –Rubrica a cura di Marilù Murra per il Corriere di Puglia e Lucania, in collaborazione con ANIM
C’è un momento in cui la luce, entrata da una fessura, smette di essere solo intuizione e diventa voce. Non resta più nascosta tra le crepe, prende forma, si fa parola, si assume il rischio di essere detta.
Quello è il tempo della testimonianza. Testimoniare non significa spiegare. Non è dimostrare, né convincere.
È restare fedeli a ciò che si è attraversato. È dire: “io c’ero”. Anche quando sarebbe stato più facile tacere.
La testimonianza nasce sempre da un’esperienza vissuta.
Ha il passo lento di chi ha guardato a lungo, ha conosciuto il buio, ha sostato nell’attesa. Non urla. Non si impone. Ma lascia traccia. In questa nuova settimana, dopo aver abitato la fessura, entriamo nel territorio più esposto, quello della voce che si assume la responsabilità di raccontare.
Ogni testo accolto in questa rubrica è una presenza, non un esercizio.
Un frammento di vita che non chiede consenso, ma ascolto.
Testimoniare è un atto profondamente umano.
Nella scrittura, la testimonianza diventa gesto consapevole, un modo per raccontare l’esperienza vissuta attraverso parole che custodiscono memoria ed emozioni.
È offrire il proprio sguardo senza pretendere che diventi universale.
È dire: “questa è la mia strada”, sapendo che qualcun altro, leggendo, potrebbe riconoscere la propria.
Le testimonianze che attraversano questi versi e racconti non cercano perfezione. Portano con sé inciampi, silenzi, domande rimaste aperte. E proprio per questo sono vere. Perché la testimonianza non è mai trionfante.
È fragile, come chi sceglie di non mentire a se stesso. È un gesto di dignità, restare in piedi nella propria storia, senza maschere.
Questa settimana ascoltiamo voci che non parlano di qualcosa, ma da qualcosa.
Dal corpo, dalla memoria, dalla perdita, dalla speranza che resiste.
Voci che non chiedono di essere seguite, ma semplicemente riconosciute.
Autori della settimana
In allegato i testi integrali degli autori Antonella Polenta, Maria Emilia Mari, Mariangela Potì, Francesca Ulisse, che hanno attraversato questa settimana con le loro voci, ciascuno portando la propria testimonianza attraverso versi, pensieri, emozioni, mantra., aforismi e racconti.

Parola guida della prossima settimana: Trasformazione
“Quello a cui opponi resistenza, persiste.
Quello che abbracci, si trasforma.”
(Carl Gustav Jung)
Trasformare è ciò che accade quando qualcosa – un evento, un incontro, una parola, una perdita, una scoperta – modifica il nostro sguardo sul mondo e su noi stessi. Può essere un evento improvviso o un lento processo.
Può nascere da ciò che ci ferisce o da ciò che ci salva.
Invitiamo gli autori a raccontare ciò che ha trasformato la loro vita, in qualsiasi forma lo desiderino.
Non chiediamo cronache perfette, ma verità vissute.
Non importa lo stile, importa che l’emozione non resti ferma.
Ogni trasformazione merita di essere detta.
Nota di redazione
La rubrica Versi e racconti della settimana viene pubblicata ogni venerdì. I testi vengano inviati esclusivamente il giorno di martedì (20 Gennaio) Eventuali invii in giorni diversi dal martedì saranno presi in considerazione solo in casi eccezionali, da concordare preventivamente con la redazione.
Scrittura è…
Scrivere è un atto di ascolto profondo. Mettere parole su ciò che viviamo significa dare forma a ciò che ci attraversa, riconoscerlo, lasciarlo sedimentare.
La scrittura non promette soluzioni, ma apre spazi interiori.
Ed è spesso lì, in quello spazio, che qualcosa inizia a trasformarsi.





