Principale Arte, Cultura & Società Empatismo: dall’io poroso all’io Filéico

Empatismo: dall’io poroso all’io Filéico

Come la filosofia dell’Empatismo trasforma la nostra percezione del Sé, dalla semplice ricettività all’apertura guidata dall’affetto.

D'Episcopo - Oltre l'Empatia - Empatismo
UNUS DI OMAR GALLIANI

Dall’io Poroso all’io Filéico: l’evoluzione del Sé nell’era dell’Empatismo



Negli ultimi anni, il concetto di “io poroso” ha guadagnato terreno nel dibattito filosofico e psicologico, descrivendo un Sé aperto, permeabile alle influenze esterne, capace di recepire emozioni, stimoli e esperienze altrui. In questa visione, il Sé non è isolato o rigido, ma un organismo in continuo scambio con il mondo: un “io spugnoso”, pronto a farsi attraversare dagli altri e dalla realtà circostante.

Tuttavia, alcuni studiosi e teorici dell’Empatismo (in particolare Sandro Gros-Pietro) hanno osservato che la pura permeabilità, seppur utile, rischia di rendere l’io vulnerabile o passivo. Da qui nasce il concetto di “io Filéico”, una naturale evoluzione dell’io poroso: un Sé ancora aperto, ma guidato dall’affetto, dalla connessione e dall’attrazione positiva verso l’altro.

L’io Filéico non subisce passivamente le influenze esterne, ma le seleziona, le accoglie e le restituisce con partecipazione e calore. È un Sé che esercita una forma di intelligenza affettiva: percepisce l’altro, si lascia toccare emotivamente, e al contempo sceglie come rispondere e interagire. In questo senso, l’io Filéico incarna la pratica concreta dell’Empatismo, trasformando l’apertura in dialogo attivo e consapevole.

Credo in effetti che adottare un approccio Filéico significa sviluppare una sensibilità proattiva, dove il Sé non è più solo ricettivo ma anche creativo nelle relazioni. La differenza chiave rispetto all’io poroso risiede quindi nell’intenzionalità affettiva: l’io Filéico ama, comprende e connette, mentre l’io poroso essenzialmente assorbe, almeno così potrebbe essere percepito, sebbene nella mia visione andava oltre.

In un mondo sempre più interconnesso e complesso, l’Empatismo e l’io Poroso / Filéico offrono una bussola: ci insegnano a coltivare relazioni autentiche, a percepire l’altro senza confonderci con esso, e a trasformare la sensibilità in forza positiva. L’evoluzione dal poroso al Filéico segna, così, un passo sottile ma interessante nella comprensione del Sé contemporaneo: dall’essere attraversati dal mondo all’essere partecipi consapevoli della sua bellezza e complessità.

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