Principale Politica Diritti & Lavoro Pensionato fantasma: quindici mesi senza pensione

Pensionato fantasma: quindici mesi senza pensione

Pensionato fantasma - uomo che parla
GIUSEPPE MANFUSO SEGRETARIO GENERALE UILPOSTE TARANTO

Un pensionato fantasma: quindici mesi senza pensione

Lo Stato dimentica chi ha lavorato una vita

Giuseppe Manfuso (UIL Poste Puglia): “Altro che errore burocratico: è un’ingiustizia contro un lavoratore e contro lo Stato sociale. Poste e INPS risolvano subito questo scandalo”.

Pensionato fantasma – C’è un limite oltre il quale il silenzio diventa complicità e l’attesa crudeltà istituzionale. Quel limite, nel caso di un ex lavoratore di Poste Italiane di Taranto, è stato superato da tempo. Da oltre 15 mesi, dopo il pensionamento per una vita di lavoro per strada tra freddo pioggia e caldo estremo, non riceve né stipendio né pensione. Nel frattempo, si trova senza alcun reddito, costretto a sostenere cure e spese sanitarie per una grave patologia oncologica all’occhio, con visite costanti e farmaci costosi.

Ho lavorato una vita con passione e onestà. Ora mi ritrovo senza un euro, a 68 anni, dopo aver dato tutto al mio lavoro. È una sensazione terribile: ogni giorno mi chiedo come sia possibile che due enti dello Stato si rimpallino la responsabilità e io resti nel mezzo, dimenticato”, racconta l’ex dipendente. “Vorrei solo poter vivere con dignità, come ogni pensionato. Non chiedo un favore, chiedo il mio diritto.”

Il nodo burocratico riguarda presunte anomalie contributive tra il 2000 e il 2010, periodo in cui il lavoratore era assunto con contratti a termine prima di essere stabilizzato in Poste Italiane a seguito di un ricorso. Da allora, Poste e INPS si accusano reciprocamente: la prima non ha ancora regolarizzato la posizione contributiva e il secondo non procede al pagamento della pensione.

Non siamo più davanti a un disguido tecnico, ma a una violazione inaccettabile dei diritti di un cittadino”, denuncia Giuseppe Manfuso, segretario regionale della UIL Poste Puglia. “Un lavoratore che ha già pagato il prezzo del precariato oggi viene punito una seconda volta dall’indifferenza delle istituzioni. Chiediamo a Poste Italiane di risolvere subito le anomalie e all’INPS di attivarsi per riconoscere immediatamente la pensione dovuta.”

Un caso, quello di Taranto, che diventa simbolo di un sistema che troppo spesso si perde nei meandri della burocrazia, dimenticando che dietro le pratiche ci sono persone.

Come UIL Taranto saremo al fianco di questo ex lavoratore finché non riceverà quanto gli spetta”, aggiunge Gennaro Oliva, coordinatore territoriale UIL Taranto. “Ogni mese senza pensione è un mese rubato alla vita di un uomo che ha servito lo Stato. Ora è lo Stato che deve servire lui.

La UIL Poste Puglia annuncia che, se la situazione non sarà risolta a breve, valuterà anche azioni più incisive per riportare il caso nelle sedi nazionali. Perché la dignità non può aspettare.

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