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VERSI E RACCONTI DELLA SETTIMANA – FESSURA

Versi e racconti della settimana: Fessura, quando la scrittura apre varchi

Volto nascosto tra fogli e appunti, simbolo di memoria e testimonianza nella scrittura
Una testimonianza che affiora tra frammenti di memoria e parole non dette.

Versi e Racconti della Settimana –Rubrica a cura di Marilù Murra per il Corriere di Puglia e Lucania, in collaborazione con ANIM

“There is a crack in everything, that’s how the light gets in.”

La frase che ha chiuso l’ultimo appuntamento della rubrica non era una conclusione.

Era un passaggio.

Dopo Luce, il percorso di Versi e racconti della settimana prosegue da lì, da quella crepa sottile che attraversa le cose e ne cambia il senso. La parola-guida di questa settimana è fessura.

IL SIGNIFICATO DELLA FESSURA

La fessura non è il crollo. Non è la rottura evidente. È una linea minima, spesso invisibile, che segna un prima e un dopo. Compare quando qualcosa non regge più l’apparenza dell’integrità. In un tempo che chiede perfezione, continuità e superfici senza sbavature, la fessura diventa un luogo scomodo ma necessario. È lo spazio in cui la realtà smette di essere compatta e lascia entrare altro, una domanda, una possibilità, una verità inattesa.

Non sempre è una ferita…A volte è un varco.

La fessura nella vita quotidiana

C’è una fessura nei silenzi protratti troppo a lungo. Nelle relazioni tenute insieme dall’abitudine. Nei giorni in cui si continua a procedere senza fermarsi ad ascoltare ciò che cede. È da lì che nasce il racconto. È da lì che entra la luce, ma anche il dubbio, il coraggio, la scelta.

Scrittore intento a scrivere lungo una fessura, metafora della testimonianza nella parola
Scrivere significa attraversare una fessura e lasciare traccia.

Gli autori della settimana

I testi di questa settimana abitano la fessura come luogo narrativo e umano, declinandola in forme diverse ma profondamente comunicanti.

Antonella Polenta racconta la fessura come passaggio di rinascita, una fenditura fragile dalla quale un germoglio trova il coraggio di emergere dal buio.

Elisabetta Fioritti affida alla fessura il ritmo della natura e del corpo, trasformandola in riparo, respiro, punto minimo da cui filtrano luce e pensiero.

Francesca Ulisse solleva lo sguardo verso l’alto, cercando nello squarcio del cielo una possibilità di respiro, una finestra sull’essenziale, una promessa di luce anche nella notte.

Maria Emilia Mari porta la fessura dentro l’esperienza del trauma e della perdita, trasformandola in immagine cruda e necessaria: vuoti improvvisi, iridi spente, crepe che restano aperte nella memoria e nel corpo.

Mariangela Potì affida alla fessura un significato di continuità e accompagnamento, un passaggio che non cancella ciò che è stato ma lo conduce oltre, senza separazioni definitive.

Nisida Bortone Frainetti attraversa la crepa come spazio fisico e simbolico, una fenditura nel muro che diventa osservatorio segreto sull’esistenza, soglia tra il trattenere e il lasciare andare.

Ne emerge una coralità autentica, in cui la fessura non è mai solo rottura, ma spazio di rivelazione, ascolto e trasformazione.

Antonella Polenta

Elisabetta Fioritti

Francesca Ulisse

Maria Emilia Mari

Mariangela Potì

Nisida Bortone Frainetti

In allegato i testi integrali

Una parola che attraversa la storia

Il 15 gennaio segna la nascita di Martin Luther King Jr.

“L’ingiustizia in qualsiasi luogo è una minaccia alla giustizia ovunque.”

Da qui nasce la parola-guida della prossima settimana: TESTIMONIANZA.

 

Come trattare la parola guida: TESTIMONIANZA

La parola-guida Testimonianza può essere sviluppata in poesia, prosa, aforisma, mantra o breve frase emotiva. Non è necessario nominarla esplicitamente nel testo. Un testo è testimonianza quando non cerca di convincere, ma di restare fedele a qualcosa che è accaduto.

Scrittura e fessura

Scrivere una fessura significa accettare che non tutto debba essere chiuso, spiegato o ricomposto.

La scrittura non ricuce le crepe: le abita. Si ferma dove qualcosa ha ceduto e prova a dare forma a ciò che resta, non per colmare il vuoto, ma per renderlo attraversabile.

È in quello spazio minimo che le parole trovano il loro compito più vero, restare, ascoltare, e lasciare entrare luce senza fare rumore.

Nota di redazione

La rubrica Versi e racconti della settimana viene pubblicata ogni venerdì. I testi vengano inviati esclusivamente il giorno di martedì (13 Gennaio)Eventuali invii in giorni diversi dal martedì saranno presi in considerazione solo in casi eccezionali, da concordare preventivamente con la redazione.

 

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