
19 dicembre 2025, ricerca scientifica, formazione educativa e impegno sociale si sono incontrati in un convegno che ha posto al centro l’educazione alimentare come leva fondamentale di prevenzione e crescita collettiva. Dalla ricerca universitaria alla quotidianità delle scuole, degli ambulatori e delle famiglie, l’alimentazione emerge come tema culturale, sanitario e sociale, capace di incidere in modo concreto sulla salute della comunità.
In questo contesto si inserisce EduAli – Educazione Alimentare, progetto validato dall’Università di Firenze come modello sperimentale e replicabile, pensato per contrastare precocemente gli stili di vita scorretti attraverso un’azione integrata tra istruzione, sanità e territorio.
EduAli: un modello integrato tra scuola, sanità e comunità
Il progetto nasce dalla necessità di superare approcci episodici e frammentati all’educazione alimentare, per costruire un percorso continuo, strutturato e

scientificamente fondato. EduAli si rivolge a insegnanti, pediatri, medici di medicina generale ed educatori, figure chiave nella formazione degli stili di vita fin dall’infanzia.
L’obiettivo è duplice: diffondere conoscenze corrette dal punto di vista scientifico e favorire un cambiamento reale delle abitudini alimentari, intervenendo in una fase precoce, quando i comportamenti sono ancora modificabili e la prevenzione può essere più efficace.
Dalla teoria alla pratica: un approccio educativo esperienziale
Il percorso formativo si caratterizza per un’impostazione multidisciplinare e concreta. Accanto agli interventi teorici, trovano spazio laboratori, attività esperienziali e degustazioni guidate di prodotti locali a chilometro zero, accompagnate da indicazioni nutrizionali e culturali.
Questo approccio consente di comprendere in modo immediato il legame tra alimentazione, salute, ambiente ed economia locale, trasformando il cibo in uno strumento educativo capace di trasmettere valori, consapevolezza e responsabilità sociale.
Il convegno di dicembre 2025: dialogo tra saperi e professioni
Il convegno, svoltosi nel dicembre 2025, ha rappresentato un importante momento di confronto tra scuola, sanità, mondo produttivo e comunità educanti.
A moderare l’incontro è stata la dott.ssa Silvia Cazzato, responsabile della
comunicazione di Biblio Museale – Università del Salento, che ha accompagnato gli interventi favorendo il dialogo tra relatori e pubblico, valorizzando i diversi punti di vista e mantenendo una lettura unitaria dei temi affrontati.
Ad aprire i lavori è stato Luca Leone, educatore della Comunità Emmanuel, che ha sottolineato il senso profondo dell’iniziativa:«L’educazione alimentare non può essere ridotta a singoli momenti informativi. È un percorso continuo che intreccia prevenzione, cultura, relazioni e responsabilità sociale».
Prevenzione e salute: il contributo scientifico
Ampio spazio è stato dedicato alla prevenzione delle patologie legate a stili di vita scorretti. Il cardiologo Alfonso Renna ha evidenziato il ruolo centrale di una corretta

alimentazione nella prevenzione di obesità, diabete di tipo II e malattie cardiovascolari, sottolineando il legame diretto tra dieta, salute e qualità della vita.
Il chimico aromatiere Donato Creti ha invece posto l’attenzione sulla qualità delle materie prime e sulla percezione sensoriale, dimostrando come gusto e salute possano convivere quando si scelgono alimenti di qualità.
La scuola come presidio di educazione alla salute
Il ruolo della scuola è stato evidenziato come strategico. Maria Luisa Di Benedetto, dirigente scolastico dell’Istituto Alberghiero di Lecce, ha sottolineato come educare al cibo significhi formare cittadini consapevoli e professionisti responsabili.
A rafforzare questo concetto è intervenuta Rita Pizzoleo, docente dell’Istituto Comprensivo di Poggiardo, che ha ricordato come le abitudini alimentari si costruiscano fin dalla prima infanzia e coinvolgano inevitabilmente anche le famiglie.
Territorio, filiere locali e sostenibilità
Il legame tra alimentazione e territorio è stato al centro dell’intervento di Elio

Dongiovanni, responsabile del brand Cime di Rapa di Lecce, che ha richiamato l’attenzione sul valore della stagionalità, del lavoro agricolo e delle filiere locali come elementi fondamentali di un modello di sviluppo sostenibile.
Tecnologia e dimensione umana
Tra gli aspetti più innovativi di EduAli vi è l’utilizzo di strumenti digitali per monitorare i percorsi educativi e rafforzare la comunicazione tra scuole, famiglie e operatori sanitari, rendendo l’intervento misurabile ed efficace.
Daniele Ferrocino, coordinatore della Comunità Emmanuel, ha ricordato come il progetto nasca dall’esperienza quotidiana della comunità nel lavoro educativo e terapeutico:«EduAli unisce rigore scientifico e attenzione alla persona, mantenendo una forte dimensione umana».

Comunità, cultura e benessere
Nel corso dell’incontro, Dino Pizzoleo ha espresso apprezzamento per il lavoro dell’équipe della Comunità Emmanuel, sottolineando il valore della collaborazione tra professionisti, volontari e sostenitori.
La chiusura musicale con l’Orchestra Sistema Musica Arnesano ha ribadito il legame profondo tra cultura, benessere e comunità, offrendo una visione integrata della

salute della persona.
Il convegno di dicembre 2025 ha dimostrato come l’educazione alimentare, se affrontata in modo scientifico, condiviso e territoriale, possa diventare un potente strumento di prevenzione e crescita sociale. Perché nutrirsi bene non riguarda solo il singolo individuo, ma l’intera comunità.





