
TRITTICO “My Universe”, acrylic on canvas”
Note critiche di Mauro Montacchiesi per “My universe” di Marika Grassano Infante
ESERGO
“Il colore è un mezzo per esercitare un’influenza diretta sull’anima.”
— Vasilij V. Kandinskij
PREFAZIONE
Il trittico di Marika Grassano si presenta come una navigazione dentro le zone sorgive dell’astrazione: un mare fluido, vibrante, pieno di energie che ricordano la lezione spirituale di Kandinskij, ma trasportata in un registro intimamente contemporaneo.
La sua è un’astrazione revisionista, nel senso più vivo e nobile del termine: non rifiuta il Maestro, ma lo attraversa, lo interpreta, lo rischiara, lo reinventa attraverso un gesto pittorico personale, nervoso, lucente, quasi trance-coloristico.
Queste tre tele, pur autonome, diventano una cosmogonia: un prima, un centro, un oltre.
Un viaggio, e un ritorno trasfigurato.
CRITICA
Nel primo pannello i colori si agitano come correnti profonde: blu cattedrali, rossi vulcanici, filamenti aurorali. L’occhio si perde in una sorta di sinfonia gestuale, dove la linea non è contorno, ma pulsazione. È la tela dell’origine, un grembo cosmico che vibra, un accenno di forma e di tempesta.
L’astrazione qui non dissolve: annuncia.
Il secondo pannello è un’epifania. Un vortice centrale, spirale di esistenze, eco di galassie. Grassano traduce l’idea kandinskiana di “necessità interiore” trasformandola in una cartografia emotiva: la materia non si limita a ruotare, respira. I tocchi verdi, ocra, turchesi emergono come frammenti di rivelazione: la pittura che diventa geologia stellare, memoria dell’universo in movimento.
Il terzo pannello è lo spazio ultrasensibile, il dissolvimento dei confini, il luogo dove la materia si fa musica. Le pennellate sono lampi, curve siderali, tracce di un ordine segreto. È la tela dell’oltrepassamento: ciò che Kandinskij avrebbe definito “il suono interiore della forma”.
Grassano non imita il Maestro: lo interroga e, interrogandolo, lo supera nella direzione di una spiritualità più inquieta, contemporanea, quasi quantica.
Il trittico, complessivamente, rappresenta una morfologia dell’invisibile: un varco in cui l’anima dello spettatore viene immersa nella danza cosmica del colore.
Una “pittura-meditazione”, che non chiede di essere capita, ma ascoltata.
DIALOGO VIRTUALE FRA KANDINSKIJ E MARIKA GRASSANO INFANTE
Kandinskij:
Marika, vedo nel tuo tratto un’eco remota del mio desiderio di rendere visibile l’invisibile. Da dove proviene questa intensità?
Marika:
Maestro, proviene dal caos che mi abita, dalla necessità – come la chiamavi tu – di trasformare il silenzio in vibrazione. Io ascolto i colori. Sono loro a guidarmi.
Kandinskij:
Il colore come voce, dunque. Come musica.
Marika:
Sì, ma una musica che non vuole comporsi… vuole esplodere. Tu cercavi l’armonia spirituale. Io cerco il tumulto interiore, la frattura luminosa.
Kandinskij:
Eppure, in questa frattura, la tua pittura trova un ritmo segreto.
Marika:
Forse il ritmo dell’universo, Maestro. Forse il ritmo di ciò che non sappiamo ancora nominare.
Kandinskij:
Allora continua.
Continua a far vibrare l’invisibile fino a farlo parlare.
PARALIPOMENON
Quel che non si è detto del trittico, e che pure respira in ogni centimetro quadrato, è la sua capacità terapeutica. Osservarlo significa essere attraversati da una corrente sottile, come se le tele possedessero una memoria emozionale propria: un richiamo ancestrale, un sussurro siderale, un balsamo per lo sguardo ferito dal quotidiano. La pittura astratta – quando è vera – non rappresenta:
trasfigura. E Marika trasfigura con una maturità che sorprende anche i più esperti.
POSTFAZIONE
Il trittico si iscrive nella migliore tradizione dell’astrattismo spirituale, ma la supera per scelta materica, ritmo, densità, audacia. Marika Grassano si conferma erede, sì, di Kandinskij, ma solo come punto di partenza: ciò che emerge, alla fine, è una poetica autonoma, femminile, cosmica, intuitiva, piena di verità pittorica. Questo lavoro è un passaggio, un ponte, un annuncio. E, come ogni grande opera, non si esaurisce: continua a generare visioni.
NOTA DIDASCALICA FINALE
Trittico astrattista di Marika Grassano (tecnica mista su tela, 3 pannelli incorniciati).
Opera appartenente alla corrente astrattista contemporanea con riferimenti al misticismo cromatico kandinskiano.
di Mauro Montacchiesi
Per un’informazione completa
Consulta anche gli articoli pubblicati su:





