
Lecce, 18 dicembre 2025 – A Lecce il Natale non è solo luci e feste: è una voce che cammina tra i vicoli, tra le piazze illuminate e le pietre che raccontano storie di generazioni. Il 18 dicembre, nel Chiostro dei Teatini, questa voce si è fatta sentire di nuovo grazie a “Lu Pupuru”, la rivista che ogni anno racconta Lecce con la lingua e il cuore della gente.
Una Rivista che Vive tra la Gente
“Lu Pupuru” non è solo carta stampata: è memoria viva. Gratuita, ma preziosa, la rivista raccoglie storie, ricordi, ironia e tradizione, facendo sentire ogni lettore parte di qualcosa di più grande. Ogni numero è un ponte tra passato e presente, un modo per mantenere viva la cultura del popolo leccese senza filtri.
Roberto Monaco: La Voce di Lecce
Il fondatore, Roberto Monaco, era più di un giornalista: era un narratore della città. Con parole dirette e senza compromessi, Monaco raccontava il Natale come lo viveva la gente comune: tra presepi, risate, devozione e gesti concreti di comunità. Per lui, Lecce non era solo un luogo, ma un sentimento da condividere.

La Fiera che Annunciava il Natale
Il nome della rivista richiama la Fiera de Lu Puparu, il mercato che segnava l’inizio delle feste quando bastava il profumo delle caldarroste per sentirsi in festa. Tra bancarelle e statuine per il presepe, si incontravano famiglie, amici e vicini, parlando in dialetto e scambiandosi sorrisi e racconti. “Lu Pupuru” nasce da quell’atmosfera: semplice, autentica e resistente al tempo.
La Gioia delle Piccole Cose
Oronzino Invitto, direttore della rivista, ha parlato di un Natale fatto di gesti concreti, di presepi preparati con cura e di famiglie che trasmettono valori e storie. La gioia, per lui, non è rumorosa, ma condivisa: nasce dal riconoscersi parte di una comunità che si prende cura dei propri ricordi e dei propri legami.
Una Città che Non Dimentica
Il Comune ha voluto salutare l’iniziativa attraverso Bronek Pankevich, presidente della
Commissione Consiliare Attività Produttive. Ha sottolineato come “Lu Pupuru” non sia solo cultura scritta, ma cultura vissuta, che cammina per strada, entra nelle case e parla a tutti. La tradizione, se difesa con passione, resta viva e concreta.

Il Natale è Incontro
Loredana De Benedetto, collaboratrice della rivista, ha ricordato che il vero Natale non è spettacolo, ma incontro: guardarsi negli occhi, scambiare sorrisi, condividere parole gentili e sentirsi parte della stessa comunità. È un momento di vicinanza, memoria e calore umano.
Giovani e Futuro della Memoria
I ragazzi della Scuola Media Ascanio Grandi hanno contribuito alla realizzazione della nuova copertina della rivista. Coinvolgerli significa passare il testimone della memoria, insegnando che i simboli del Natale – presepe, crocifisso, gesti di solidarietà – parlano di rispetto, condivisione e attenzione per gli altri.
Solidarietà Silenziosa
Anche la Croce Rossa Italiana – Comitato di Lecce ha ringraziato “Lu Pupuru” per l’attenzione al volontariato. Il Natale è anche questo: mani tese, piccoli gesti concreti, cura per chi ha bisogno.
Satira e Risate Vere
Non manca il ricordo della satira popolare che un tempo accompagnava le feste di Sant’Oronzo. Ridere a Lecce non significa fuggire dalla realtà, ma affrontarla con coraggio, leggerezza e consapevolezza. “Lu Pupuru” conserva anche questo spirito: il sorriso che insegna verità.
Lu Pupuru non è solo rivista: è voce, radice e casa.
In un mondo che corre e dimentica, la rivista si ferma e ricorda: essere leccesi significa sentirsi parte di una storia che continua ogni volta che qualcuno sceglie di non dimenticare. Finché ci sarà chi ascolta, ride e custodisce la memoria, Lu Pupuru non morirà mai. Perché Lecce, quando parla con il cuore, parla ancora leccese.




