Principale Arte, Cultura & Società Sport & Motori Il Napoli come Lawrence d’Arabia

Il Napoli come Lawrence d’Arabia

Il Napoli come Lawrence d'Arabia
Foto di Lawrence d'Arabia google-Mastermedia com-

Il Napoli si esalta in terra araba come il mitico Lawrence e vincendo con il Milan si assicura un posto nella finale della Supercoppa.

Il Napoli si ricompatta dopo la brutta ultima  sconfitta in campionato e mutuando le epiche gesta del mitico Lawrence d’Arabia vince la semifinale con il Milan. Prestazione di coraggio, compattezza, e vigore, proprio come quelle del leggendario condottiero. Bella impresa quella del Napoli, costruita con una vigilia di massima attenzione, favorita anche dalla messa a punto di alcuni rientri come quello importante di Lobotka. Il Milan affronta la gara  con uno schieramento iniziale privo  della  stella Leao e di Modric, ma puo’ sempre contare sulla fisicità dei suoi uomini, in primis di  Rabiot e della fantasia di Pulisic.

Il Napoli trova la rete del vantaggio al 39′  con una bella azione di Hojlund, che dalla zona esterna del campo mette al centro una bella palla sfruttata da Neres. Si ripete ancora Hojlund al 46′, che questa volta si mette in proprio e cerca di battere Maignan sfruttando l’assist di una bella verticalizzazione. Eppure il Milan parte meglio, sue le prime tre occasioni per segnare, ma le stesse non hanno esito sia per l’intervento di Milinkovic che per errori di mira. Il secondo tempo è di chiara marca napoletana, con gli azzurri che dopo aver realizzato la seconda rete con Hojlund al 63′ controllano bene la gara fino al fischio finale.  Risultato di 2 a 0 a favore del Napoli, che ora attende  la vincente dell’altra semifinale tra Inter e Bologna per giocarsi la Supercoppa.

Il Napoli si gode un ottimo Hojlund, bravo nel lavoro di sostegno per gli inserimenti dei suoi compagni ma anche nel finalizzare le verticalizzazioni di cui ha beneficiato. Il Milan registra la solita prestazione di vigore di  Rabiot, ma un secondo tempo non eccezionale e con poche idee , senza mai impensierire  il portiere avversario. Ancora una volta appare evidente il vero e proprio limite del Milan, quello della mancanza di una punta centrale pronta a finalizzare e soprattutto presente in area di rigore. E’ questo tipo di giocatore non è assolutamente Nkunku. 

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