
Un borgo griko al centro della cultura italiana
Calimera non è solo un piccolo comune del Salento, né una semplice tappa sulla mappa culturale del Sud Italia. Ogni dicembre, da oltre vent’anni, questo borgo griko diventa un laboratorio di comunità: un luogo dove il tempo sembra rallentare, dove le generazioni si incontrano e si riconoscono. Qui, l’infanzia si intreccia con l’esperienza, chi apre un libro per la prima volta dialoga con chi lo fa da sempre per restare umano.
Il festival “La Lettura ti fa Grande” non è una rassegna culturale qualunque: è un rito civile che trasforma la lettura in esperienza condivisa, la parola in ponte tra le persone e la cultura in strumento di identità collettiva. Non si celebra la lettura come gesto astratto, ma come pratica viva, capace di costruire legami, stimolare la curiosità e nutrire la
cittadinanza.
Lettura come esperienza collettiva e inclusiva
In un’epoca dominata dalla frenesia digitale, dalla superficialità e dall’iperconnessione, Calimera sceglie la lentezza. Qui leggere non è un gesto isolato o elitario, ma un atto di comunione. Ogni parola, ogni libro, ogni laboratorio diventa occasione di incontro. La musica, la pittura, il teatro e persino le tecnologie come la stampa 3D si intrecciano con i libri, trasformando l’immaginazione in azione concreta.

Bambini e adulti percorrono insieme percorsi di scoperta: ascolto, pittura, lettura e performance. Il libro diventa oggetto vivo, capace di occupare spazio, tempo e corpo condiviso. Qui, la cultura non separa per età, ma connette per senso e significato.
Un modello educativo che resiste nel tempo
La forza del festival risiede in un principio semplice ma radicale: i lettori si formano per esempio, non per imposizione. I bambini osservano prima di comprendere, ascoltano prima di sapere, imitano prima di scegliere. Gli adulti non spiegano: testimoniano. In questo passaggio silenzioso, la lettura diventa futuro, radicando nei più giovani curiosità, empatia, pensiero critico e senso di comunità.
La continuità della manifestazione è merito della Libreria Il Giardino delle Nuvole e della direzione artistica di Stefania Sicuro e Marco Tommasi, che con pazienza, progettualità e ascolto hanno costruito un festival solido e riconoscibile, capace di parlare a tutto il Paese senza perdere la propria identità locale.
Voci autorevoli e dialogo culturale
La 24ª edizione ha confermato la qualità della proposta culturale ospitando scrittori,

studiosi e artisti di primo piano, chiamati non a esibirsi, ma a dialogare con il pubblico. Tra loro: Massimo Bray, presidente della Treccani, simbolo di una cultura concepita come bene pubblico; il cantautore Michele Bray; Salvatore Tommasi, studioso di cultura popolare; e numerosi autori di letteratura per ragazzi.
Significativa è stata la partecipazione di Emanuela De Ros, vincitrice del Festival dei Piccoli Lettori 2025, protagonista di laboratori che fondono tradizione e innovazione: dai giochi ispirati a Pippi Calzelunghe alle tecnologie più moderne. Il festival dimostra così che la cultura per l’infanzia non si semplifica, ma si rende stimolante, creativa e critica, capace di formare cittadini pensanti.
Le istituzioni come custodi della memoria e del futuro
Durante l’evento conclusivo, Leo Palumbo, Presidente del Consiglio Comunale e delegata alla Cultura, ha ricordato che ogni edizione nasce da scelte complesse e sacrifici concreti. La cultura non è un costo accessorio, ma un investimento educativo, civile ed emotivo.

Il Sindaco di Calimera ha parlato di giornate “quasi infernali per intensità”, capaci però di restituire un risultato straordinario: bambini trasformati in lettori, cittadini trasformati in comunità. In un’Italia dove le politiche culturali sono spesso intermittenti, questa continuità rappresenta una scelta controcorrente e di grande valore civico.
Andrea Aprile e Lucio Dalla: memoria e partecipazione attiva
Tra gli interventi più intensi quello di Andrea Aprile, consigliere comunale e promotore culturale, che ha ricordato la visita di Lucio Dalla a Calimera nel 2006. Dalla partecipò senza cercare applausi, sedendosi tra la gente e cantando con loro, incarnando

l’idea di cultura vissuta, vicina e condivisa.
Aprile ha sottolineato il ruolo delle istituzioni nel preservare la memoria culturale e nel sostenere iniziative come questa, ricordando che la continuità culturale non è mai garantita, ma va costruita passo dopo passo, con dedizione e passione civile.
Marino Bartoletti e l’eredità di Lucio Dalla
Il cuore emotivo della serata è stato l’incontro con Marino Bartoletti, giornalista
e scrittore, che ha presentato Caro Lucio ti scrivo. 25 lettere, una grande amicizia e qualche segreto. Venticinque lettere mai spedite, scritte per mantenere vivo un dialogo interrotto dalla morte, che raccontano Dalla come uomo profondamente umano, capace di amicizia e gesti discreti.
Bartoletti ha evocato canzoni immortali — Caruso, 4/3/1943, Piazza Grande, L’anno che verrà — e momenti iconici come Nanì a Sanremo, restituendo la memoria musicale e emotiva di un artista che ha attraversato le generazioni. La lettura delle lettere dedicate a Bologna ha restituito una memoria viva, percepita come presenza quotidiana e collettiva.
Calimera: leggere per diventare comunità
La 24ª edizione si è chiusa con un lungo applauso: non un finale, ma una promessa rinnovata. La lettura, la musica e la cultura non appartengono al tempo che passa, ma a quello che resta.
Dalla generosità di Dalla alla testimonianza di Bartoletti emerge un insegnamento chiaro: la cultura non è mai monologo, ma dialogo continuo, presenza discreta e impegno civile.
Calimera conferma che leggere significa diventare comunità, che l’arte e la parola abitano la vita senza cercare applausi, guadagnandosi un posto nell’anima di chi le incontra.




