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Proiettato al Liceo Cagnazzi di Altamura il corto “Nadia” del regista Federico Cornacchia

Proiettato al Liceo Cagnazzi - L'attrice francese Nadia Kibout
L'attrice francese Nadia Kibout

Il cinema come strumento di consapevolezza sociale

Il regista Federico Emilio Cornacchia, ex studente del Liceo classico Cagnazzi, è tornato nella sua scuola in veste ufficiale per la proiezione del cortometraggio Nadia, accolto con particolare calore dalla comunità scolastica del Liceo di Altamura.

A fare gli onori di casa il preside, prof. Claudio Crapis, la dottoressa Francesca Rutigliano, psicologa e psicoterapeuta, e le docenti delle classi quinte, che hanno fortemente voluto questo momento di riflessione e confronto con gli studenti.

L’aula magna dell’istituto, completamente rinnovata e ora dotata di arredi moderni e di un pannello per la proiezione di documentari, ha rappresentato una piacevole sorpresa per chi conosce la lunga storia del Cagnazzi, da sempre luogo di formazione culturale d’eccellenza della capitale della Murgia.

A fare da cornice all’evento, la presenza degli attori Domenico De Pasquale, in arte Mingo, Francesco Longo, Alberto Cosmo, poeta, e di Michele Cornacchia, presidente della casa cinematografica Pine Film Production, nonché padre del film-maker.

L'attrice francese Nadia Kibout
L’attrice francese Nadia Kibout

La proiezione del cortometraggio è stata introdotta dal preside Claudio Crapis e dallo stesso regista, che ha illustrato le finalità dell’opera: un messaggio chiaro e diretto, rivolto soprattutto alle nuove generazioni, sul tema della violenza contro le donne, sul trauma che essa genera negli ambienti domestici e sulle profonde conseguenze che ricadono sulla vita familiare in tutte le sue declinazioni – affettive, lavorative, psicologiche ed economiche. L’attrice francese Nadia Kibout ha prestato il suo nome nel titolo del film.

Nadia, della durata di circa dieci minuti, è stato successivamente analizzato nella sua dimensione espressiva dalla dottoressa Francesca Rutigliano, che, da addetta ai lavori, ha colto pienamente il valore comunicativo di questo piccolo capolavoro cinematografico. Il racconto si muove sul delicato equilibrio del “detto e non detto”: le immagini, giocate su un sapiente chiaroscuro, fanno emergere la fragilità del personaggio di Nadia, la sua dipendenza – accennata ma mai esplicitata – dal tabagismo, e soprattutto la profonda dipendenza psicologica dal marito violento. All’umiliazione affettiva e al logoramento emotivo fa da contraltare la presenza discreta di un amico, figura di appoggio e di possibile salvezza, in cui Nadia trova rifugio per sottrarsi, almeno in parte, alla spirale della sopraffazione.

Aula magna del liceo classico di Altamura
Aula magna

Linguaggio cinematografico e confronto con gli studenti

Il linguaggio cinematografico trova la sua piena efficacia nella magistrale interpretazione degli attori e nella regia di Federico Cornacchia, che, pur partendo da un canovaccio essenziale, riesce a guidare lo spettatore in un percorso di forte impatto emotivo. Laureato in cinematografia all’Università di Londra, il regista dimostra una maturità stilistica capace di trasformare una storia intima e dolorosa in un potente strumento di sensibilizzazione, invitando a riconoscere i segnali della violenza e a non voltarsi dall’altra parte. Dettaglio tutt’altro che secondario è la presenza dei sottotitoli in lingua inglese: una scelta che rende il cortometraggio fruibile in ambito internazionale e ne facilita la partecipazione ai concorsi esteri, anche alla luce della formazione del regista in Gran Bretagna.

Da sinistra: Francesca Rutigliano; Michele Cornacchia; Domenico De Pasquale (Mingo); Francesco Longo; Federico E. Cornacchia; Preside Claudio Crapis

Al termine della proiezione si è aperto un momento di confronto diretto con gli studenti: alcuni di loro hanno rivolto domande al regista, che ha risposto con disponibilità e chiarezza, dando vita a un dialogo autentico su ciò che oggi il cinema può raccontare meglio, come specchio fedele della società contemporanea e delle sue contraddizioni.

Non sono mancati, infine, i complimenti delle docenti all’indirizzo del giovane regista, che ha intrapreso una carriera impegnativa e tutta in salita, riuscendo però a distinguersi per sensibilità e determinazione, facendo così onore all’Istituto che lo ha visto crescere e formarsi come alunno.

Giovanni Mercadante, autore

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