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Il Governo ‘Supera la Fornero’

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Il Governo ‘Supera la Fornero’, allunga l’età pensionabile e taglia l’assegno!

di Gregorio SCRIBANO

C’era una promessa, ripetuta come un mantra in campagna elettorale: supereremo la Legge Fornero. Una promessa che ha convinto milioni di italiani a votare la coalizione di centrodestra tre anni fa, fidandosi di Giorgia Meloni e dei suoi alleati. Oggi, però, quel voto pesa come una beffa. Perché la Fornero non solo non è stata superata, ma è stata applicata con zelo: più mesi di lavoro e pensioni più leggere.

Insomma, il governo di centrodestra ha ‘superato’ la stessa Fornero: ha alzato l’età pensionabile di tre mesi e ha tagliato l’assegno previdenziale.

I numeri parlano chiaro, e non lasciano spazio alla propaganda

Con la legge di Bilancio 2026, ora all’esame del Senato, dal 2027 andare in pensione sarà più difficile: un mese in più per la pensione di vecchiaia, che salirà a 67 anni e un mese, e quasi 43 anni di contributi per la pensione anticipata (42 anni e 11 mesi, uno in meno per le donne). Dal 2028, poi, arriverà il conto finale: altri due mesi di lavoro in più.

Totale? Tre mesi guadagnati dallo Stato, persi dai lavoratori.

Il governo rivendica di aver “scaglionato” l’aumento, presentandolo come un atto di responsabilità. Ma la sostanza non cambia: l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita, introdotto proprio dalla legge Fornero, resta intatto. Cambia solo la narrazione, non la direzione di marcia. E la direzione è una sola: lavorare di più, uscire dopo, e prendere meno soldi!

Infatti, come se non bastasse andare in pensione sempre più tardi, dal 2027 arriverà un’altra stangata silenziosa, ma altrettanto pesante: la riduzione degli assegni previdenziali. Con l’aggiornamento dei coefficienti di trasformazione, chi andrà in pensione nel 2027 prenderà meno di chi si è ritirato nel 2026, a parità di contributi versati. Si vive più a lungo? Allora la pensione si assottiglia. È la matematica fredda del sistema contributivo, applicata senza correttivi sociali.

E qui sta il punto politico, prima ancora che economico

Il governo Meloni era salito al potere promettendo una svolta epocale sulle pensioni. Oggi, invece, certifica la continuità con il passato, anzi la rafforza. Il tutto mentre i salari italiani restano tra i più bassi d’Europa e il “tenore di vita” promesso in pensione è già un miraggio per milioni di lavoratori.

Questa è la realtà: più lavoro, meno pensione. Altro che superamento della Fornero. Se entro fine legislatura non arriverà il ‘superamento’ annunciato – con il ritorno a un’età pensionabile di 65 anni e assegni dignitosi – la promessa delle promesse resterà lettera morta. E chi oggi incassa questa fregatura difficilmente se la dimenticherà domani, quando tornerà alle urne.

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