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Famiglie sempre più povere

Famiglie - auto rossa in una mano

Il Governo esulta per i ‘salari in crescita’, ma i ‘prezzi crescono’ di più: famiglie sempre più povere!

di Gregorio SCRIBANO

Famiglie sempre più povere – C’è una distanza sempre più evidente tra i numeri raccontati dal Governo e la vita reale delle famiglie italiane. Gli stipendi, dicono ‘loro’, sono saliti. Ed è vero, almeno sulla carta, ma non abbastanza. Il punto, infatti, non è se crescono, è quanto crescono rispetto al costo della vita.

E su questo fronte la risposta è impietosa.

Il potere d’acquisto continua a erodersi, schiacciato da aumenti costanti e silenziosi su beni e servizi essenziali e da una tassazione che si porta via più del 40 per cento del reddito degli italiani!

Insomma, il governo con una mano dà e con due toglie. Il risultato? Un bilancio familiare sempre più precario.

L’aumento della RC Auto è solo l’ultimo, ma emblematico, esempio.

Dal 1° gennaio 2026 l’aliquota sui premi legati all’infortunio del conducente e all’assistenza stradale salirà dal 2,5% al 12,5%. Una scelta inserita nella Manovra economica che garantirà allo Stato un gettito aggiuntivo di 115 milioni di euro nel solo 2026. Un incasso certo per l’erario, ma altrettanto certo il fatto che il costo verrà scaricato interamente sugli assicurati.

Il problema è il contesto. Le polizze auto non partono da zero. I dati Ivass parlano chiaro: dal 2022 al 2025 il premio medio è cresciuto del 17,5%, passando da 353 a 415 euro. Sessantadue euro in più a polizza, in tre anni. Ora arriva un nuovo aumento che rischia di colpire soprattutto chi, per necessità o prudenza, abbina all’RC obbligatoria coperture accessorie. Quelle stesse coperture che spesso fanno la differenza tra un imprevisto gestibile e un disastro economico.

Il Codacons parla apertamente di prelievo indiretto. E non ha torto. Quando un servizio è obbligatorio per legge, ogni aumento fiscale diventa una tassa mascherata, senza possibilità di scelta per il cittadino. O paghi, o resti fuori dalla legalità. Con il rischio concreto di alimentare l’evasione assicurativa o di spingere molti a rinunciare a tutele fondamentali.

Come se non bastasse, al quadro si aggiunge l’aumento del costo del diesel. Il riallineamento delle accise porterà un incremento di 4,05 centesimi al litro, che per chi utilizza un’auto diesel può tradursi in oltre 80 euro l’anno. Una cifra che, sommata all’RC Auto più cara, pesa eccome, soprattutto per lavoratori e famiglie che non hanno alternative reali all’uso dell’auto, soprattutto considerata la totale inadeguatezza del trasporto pubblico!.

E allora la domanda resta aperta: a cosa serve dire che gli stipendi crescono, se di mese in mese nuovi aumenti ne divorano il valore? Senza interventi strutturali per calmierare i prezzi e senza una vera politica a tutela del potere d’acquisto, gli aumenti salariali di pochi spiccioli sono una mera illusione statistica. Numeri buoni per i comunicati, ma insufficienti per arrivare serenamente a fine mese.

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