
Terra Madre di Gaetano Mercinelli
Recensione di Evelyn Zappimbulso
Alla mia città.
Alla sua bellezza di donna tradita e di madre ferita.
A noi suoi figli che non sempre la meritiamo.
Con questa dedica si apre il frontespizio del terzo romanzo Terra Madre, ed. Antonio Mandese Editore, di Gaetano Mercinelli, medico e scrittore tarantino.
Un giallo delicato e affascinante, che inchioda il lettore dall’inizio alla fine, soprattutto se tarantino è, come il suo autore. Taranto c’è dentro tutta, con le sue contraddizioni, la sua storia ultra millenaria e il suo essere in bilico tra una vecchia e una giovane città.
C’è un testimone che narra e accompagna i personaggi di Terra Madre alla scoperta di una storia in cui siamo tutti coinvolti, anche se si paia assolti. L’autore più volte cita Fabrizio De Andrè e chiede in prestito a Primo Levi il dovere del testimone, senso e sprone de I Sommersi e i Salvati.
Tutto nasce dalla terra, da ciò che è sotto i nostri piedi e che va ricordato e mai calpestato, per comprendere il valore delle radici, come di antiche leggende che di bocche in orecchi non perdono sfumature di verità nascoste. Tornare alle origini per guardare avanti.
Una verità che si rivela solo alle persone d’amore.
Quanta bellezza in un romanzo che inizia più di mille anni fa e termina in un presente che, nonostante i secoli, ripercorre le stesse miserie, come le stesse grandezze umane, sul filo di un mistero sepolto da mille anni a Taranto tra l’undicesimo secolo ed i giorni nostri.
Non è cosa usuale essere convocati in piena notte dal vescovo. E non è casuale che la maggior parte del romanzo si snodi di notte, in cripte o Chiese inferiori. Un po’ nella Cattedrale e un po’ di più nella Concattedrale, due luoghi sacri simbolo di una città che ha un prima e un dopo e un presente ancora sospeso.
E poi ci sono donne, madri, spose e figlie, di tempi di diversi, ma con gli stessi tormenti di chi fa dell’amore perno fermo della propria vita.
E c’è una sola Maria, l’unica madre compassionevole per ogni figlio in viaggio, di spazio e di tempo; l’unica terra d’approdo del navigante che cerca casa.
Un romanzo da sfogliare solo con il cuore, come quando si legge la dichiarazione di un amore impossibile.
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