
Il Giugliano Calcio tiene ben salda la panchina di Eziolino Capuano dando certezze al suo allenatore e a tutto l’ambiente.
Il Giugliano Calcio si stringe intorno al suo tecnico ed al suo lavoro, nonostante l’andamento non esaltante delle ultime gare chiuse con varie sconfitte. La squadra gialloblù è precipitata al penultimo posto del girone, in compagnia, a quota 15 punti, con Latina e Siracusa dopo la vittoria di ieri del Foggia nel posticipo del lunedì.
La certezza si chiama Capuano, questo sembra essere il messaggio che il management del Giugliano rilancia al girone C, un messaggio ricco di fiducia e di apprezzamento nel lavoro del tecnico. Ciò non deve far dimenticare, comunque, alcune attenuanti che vanno evidenziate a favore del tecnico, in primis alcuni infortuni di giocatori chiave nello scacchiere della squadra che hanno ulteriormente ristretto la rosa a disposizione del tecnico ed influenzato conseguentemente le sue scelte.
“Saro’ come un chirurgo”, aveva detto Capuano in un contesto di affermazioni all’alba della sua esperienza sulla panchina del Giugliano, una frase ad “effetto” per ridestare l’ambiente, ma che comunque incarna perfettamente lo stile di guida del tecnico, fatto di impegno, applicazione e massima dedizione. Questa è la storia dell’allenatore Eziolino Capuano in 38 anni di panchina e su queste dote quindi si basa la dirigenza per rasserenare tutto l’ambiente.
Dopo i buoni successi iniziali con il Benevento (coppa Italia) e con il Siracusa, sotto la cura di Capuano i malanni del Giugliano calcio sembravano essere un lontano ricordo, estirpati con i ferri del mestiere, proprio come in una sala operatoria: gioco aggressivo, corsa, mantenimento attento delle posizioni in campo e soprattutto attenzione alle verticalizzazioni.
Se la certezza si chiama Capuano, va comunque detto che il tecnico va aiutato nelle scelte e questo significa che il management societario saprà bene sistemare l’attuale rosa a disposizione del tecnico. Quindi quale migliore occasione per il management del Giugliano, se non quella di sfruttare la sessione di mercato di gennaio sapientemente e con quell’acume tecnico mostrato in altre circostanze.
Certo in un ambiente dove la logica del “trita allenatore” dei cambi repentini di tecnici sembra rappresentare una linea di condotta irrinunciabile, il rapporto di distensione e chiarezza della dirigenza del Giugliano con il suo allenatore assume il significato di un ritorno del calcio a quei valori e a quella sostenibilità nel tempo che oggi appaiono lontani.
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