
Il Consiglio Nazionale Donne Italiane segnala una storica sentenza
Il Consiglio Nazionale Donne Italiane desidera segnalare un’importante sentenza emessa in Italia in questi giorni a tutela della libertà e dignità delle donne
Un Tribunale del Lavoro ha riconosciuto violenze e molestie sessuali su due giovani attrici-allieve che seguivano un corso di recitazione, agite da un regista e, fatto decisivo, ha stabilito anche la responsabilità del Direttore del Teatro in cui si svolgeva il corso, perché sapeva e non ha impedito la violenza. È un significativo precedente storico, politico e giuridico.
Per la prima volta una sentenza civile del lavoro riconosce con chiarezza l’abuso di potere, le azioni manipolative e la violenza psicologica usate per soggiogare sessualmente e psicologicamente giovani donne nel contesto formativo e professionale.
Questa sentenza demolisce lo stereotipo della donna che “se l’è cercata” e richiama un dovere di vigilanza attiva delle istituzioni.
Dopo il #MeToo nessuna istituzione può più fingere di non sapere.
Pratiche di umiliazione e prevaricazione maschile sono state troppo a lungo normalizzate proprio nei luoghi in cui cultura, talento e creatività dovrebbero essere le uniche protagoniste. La libertà e la dignità delle donne non possono essere il prezzo d’ingresso in nessuna professione. E quando un luogo di lavoro sa e tace, diventa parte di quel sistema di potere che pratica l’abuso. È una chiamata collettiva alla responsabilità istituzionale e organizzativa.
Questa sentenza, ribadita poi in Corte d’Appello, deve essere uno stimolo a divenire soggetti attivi per una proposta di Legge sulle molestie sessuali nei rapporti di studio e di lavoro e colmare così un gap normativo.
Il Consiglio Nazionale Donne Italiane
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