
L’episodio di ieri pomeriggio, in Via Guglielmo Oberdan angolo Via Pisanelli, è da manuale.
È necessario monitorare tutti i palazzi storici del borgo, tramite gli amministratori e sotto la supervisione dell’ufficio urbanistico comunale.
Queste disposizioni dovrebbero essere incluse nell’ordinanza sindacale, specificando le responsabilità individuali per le negligenze riguardanti balconi e parti comuni delle facciate gestite dal condominio.
Il manufatto in questione risale alla prima urbanizzazione del Borgo nel secolo scorso ed è stato successivamente sopraelevato. Secondo i residenti, i balconi dal terzo al sesto piano sono stati ricostruiti per circa 12 mila euro, mentre quelli del primo e secondo piano sono stati esclusi – dagli interessati – perché ritenuti storicamente sicuri.
Come si è notato nulla di più sbagliato. Anche perché occorre sempre una verifica tecnica.
Se Taranto cade a pezzi quale sarà la città del futuro
In questo articolo ripercorro un ragionamento sulla citta da recuperare, ma oggi sento che non basta, occorre, a mio avviso un ruolo dei cittadini, una sorta di comitato per il risanamento del Borgo che valuti tutti i punti critici. In collaborazione con l’Ente.
Carlo Ratti. architetto ed ingegnere del SENEABLE City Laboratory del Massachusett Institut of Teconolgy, che lavora anche come urbanista ed architetto a Torino, Antony Towsend che è direttore di ricerca all’lnstitute for the Future di Paolo Alto in California, due studiosi che, sulla rivista Scientific American, affrontano il discorso della rete sociale, sostengono che il modo migliore, per sfruttare il potenziale creativo e innovativo di una città, è collegare i cittadini in rete lasciandoli liberi di agire.





