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Spesi i soldi di Bruxelles dati al Mezzogiorno

Spesi i soldi di Bruxelles - scritta bianca su nastro blu
Coesione e PNRR

Spesi i soldi di Bruxelles dati al Mezzogiorno

Spesi i soldi di Bruxelles – Mentre nei salotti televisivi si dibatte sul significato della National Security Strategy pubblicata da Trump sul sito della Casa Bianca, e dunque accessibile a tutti, la Meloni ha dato un’importante notizia: le regioni hanno speso tutti i fondi di coesione messi a disposizione da Bruxelles.

È una buona notizia, perché noi, tradizionalmente, non riusciamo a utilizzarli completamente e spesso finiamo per perderli.

Un giornalismo serio avrebbe chiesto come siano stati spesi.

Ma tutto tace e la notizia è passata in sordina. È quindi utile almeno spiegare di quali fondi si tratta, per capire quale ben di Dio abbiamo avuto a disposizione da Bruxelles.

Si tratta di oltre quaranta miliardi destinati in gran parte alle regioni del Sud Italia e alle isole per finanziare progetti legati all’imprenditoria locale, finalizzati a far crescere lo sviluppo economico delle aree interessate.

La notizia più interessante è che, grazie al lavoro del ministro Fitto — poi diventato commissario a Bruxelles — abbiamo ottenuto importanti proroghe che ci hanno permesso di spenderli tutti.

I finanziamenti provenivano dal bilancio europeo 2014–2020, ma siamo riusciti a completarli nel 2025. Nel frattempo sono arrivati quelli del bilancio 2020–2027.

E questi sono ancora da spendere: altri 42 miliardi provenienti da Bruxelles, ai quali il governo ha aggiunto ulteriori 30 miliardi, stipulando in questi anni accordi con le regioni, firmati da tutti i governatori. Quegli  stessi governatori che spesso lamentano di non avere fondi per la sanità, il lavoro, le imprese, i debiti, ecc.

A queste risorse — rimanendo a quelle che arrivano da Bruxelles — si aggiungono i fondi del PNRR.

Si tratta di circa 200 miliardi: metà a fondo perduto e metà in prestito, da restituire a partire dal 2032 con interessi molto bassi.

Finora ne abbiamo spesi 80 miliardi e ne sono stati erogati circa 110.

Sono stati presentati e approvati circa 1.200 progetti: dagli asili nido nei comuni all’ampliamento del porto di Catania, oggi ultimato e dal quale partono navi da crociera. Ci sono inoltre lavori in corso nel porto di Genova che permetteranno l’ingresso di grandi navi portacontainer.

Molti progetti riguardano l’alta velocità, ormai indispensabile perché i due binari principali della nostra rete non riescono più a sostenere un traffico che ha raggiunto i diecimila treni al giorno.

Altri interventi riguardano la transizione energetica, con la creazione di parchi eolici e fotovoltaici.

di Attilio Runello

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