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Amara sconfitta, ma si può ripartire

Amara sconfitta - castello torre
Torre di Belém, un iconico monumento situato sulle rive del fiume Tago a Lisbona, in Portogallo.

Amara sconfitta, ma si può ripartire

Una amara sconfitta per il Napoli che non limita le possibilità di superare la fase a girone della Champions League.

Il Napoli perde 2 a 0 a Lisbona  la sua sesta gara del girone di qualificazione Champions League e nonostante si complichi il futuro, c’è ancora la speranza di qualificarsi.

Allo  Estadio da Luz si sono infranti i sogni del Napoli di portare a casa un risultato favorevole che potesse tener ancora distanti i lusitani e soprattutto rappresentare una buona spinta per il cammino futuro. Certo, nulla ancora è compromesso e forse raggiungere la quota 11 punti in classifica, realizzando 4 punti tra la trasferta di Copenaghen e la gara casalinga con il Chelsea, è possibile e potrebbe garantire il passaggio alla fase successiva. Se si dovesse verificare questa possibilità, non è da escludere  che il Napoli  corra seriamente il rischio di giocarsi  in trasferta la seconda gara  di accesso alla fase finale del torneo. E questo con tutti i rischi ambientali ed emotivi dati dal fattore campo, che in questo tipo di competizione fanno sempre la differenza.

Il Napoli è stato superato dai padroni di casa nell’aggressività, nel pressing alto, nei duelli singoli, nell’arrivare primo sulle seconde palle, insomma in tutte quelle componenti che nelle partite precedenti hanno esaltato le vittorie del Napoli in campionato ed entusiasmato il lavoro di mister Conte. Il tutto condito dalla indiscutibile consapevolezza di schierare un centrocampo rimaneggiato, privo di ben tre titolari su quattro, quel centrocampo che con l’acquisto del top player De Bruyne doveva rappresentare il fiore all’occhiello della squadra.

Certo, il poter disporre di altri giocatori nella parte centrale del campo poteva nella gara di ieri riequilibrare l’asse mediano ed esporsi meno alla superiorità numerica che la squadra di casa ha mostrato in quella zona. Ma a posteriori, come in ogni circostanza della vita, tutto è possibile, tutto è valido, ma guardandosi intorno ci si accorge che dopo gli ingressi di Politano, Lucca e Spinazzola e del difensore Jesus,  il Napoli aveva in panchina 4 giocatori, di cui 2 erano i due portieri di riserva e gli altri due calciatori  i due baby Vergara e Ambrosino.

Qualche attenuante, senza dubbio,  va comunque concessa agli uomini di Conte. Ma a parte il breve recupero rispetto al Benfica dall’ultimo turno di campionato giocato, qualche dubbio sulle capacità di questo gruppo di gestire al meglio entrambe le competizioni (Campionato e girone Champions League) non è svanito. Ora spetta a Conte ed ai suoi uomini smentire questi “rumors” e giocarsi la qualificazione nelle  ultime due gare!

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