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La piccola Michela muove ancora il bene un gesto che cambia il futuro dei neonati salentini

Tecnologia, cuore e coraggio: così un bilirubinometro diventa il segno concreto di un impegno che continua a proteggere chi inizia appena a vivere.

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Un gesto di amore e responsabilità civile che colma un vuoto assistenziale e illumina il percorso dei più piccoli.

LECCE -C’è un momento, a volte, in cui la sanità incontra la comunità e insieme disegnano un’idea diversa di futuro. È accaduto ieri mattina, nel cuore del Presidio Ospedaliero “Vito Fazzi” di Lecce, quando l’Associazione “Michela l’Angelo Farfalla – O.d.V.” ha consegnato al Reparto UTIN un bilirubinometro  di ultima generazione, dal valore di 5.950,31 euro: un dispositivo piccolo, ma capace di cambiare grandi destini.

Uno strumento che permette di misurare la bilirubina nei neonati – soprattutto nei più fragili, prematuri o con patologie – con invasività minima, senza dolore, con rapidità e precisione clinica. Un avanzamento che, per molti bambini, significa diagnosi più

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tempestive, ricoveri ridotti, più sicurezza per le famiglie.

Un vuoto assistenziale colmato dall’impegno civile

La mattina, fredda e limpida, ha raccolto attorno al nuovo bilirubinometro una piccola folla di persone che rappresentano, ognuna a modo suo, un pezzo importante del territorio salentino: il Direttore Generale della ASL Lecce, avv. Stefano Rossi, il Primario dell’UTIN, dott. Enrico Rosati, il Presidente della BCC Terra d’Otranto, arch. Ezio Petrelli, e il sempre amatissimo don Gianni Mattia, che ha impartito una benedizione capace di scaldare anche le apparecchiature più fredde.

Il tecnico della Ginevri Srl, azienda produttrice, ha collaudato lo strumento illustrandone il funzionamento. Un gesto tecnico, sì, ma che in quel momento aveva il sapore concreto della cura.

Eppure, oltre la cerimonia, c’è un significato più ampio: questo dono colma un vuoto assistenziale reale, generato da carenze normative che, nel primo mese di vita, lasciano i neonati in una “terra di nessuno” priva di monitoraggio pediatrico strutturato. Oggi, quel vuoto si restringe un po.

“Il volontariato rafforza la sanità pubblica”

Parole pesate, e intense, quelle con cui il DG Rossi ha riconosciuto il valore dell’iniziativa:
“Non è solo la consegna di un dispositivo, ma un atto che rafforza concretamente la sanità pubblica. Il volontariato, quando nasce da una missione autentica, diventa motore di equità e modernità.”

Un riconoscimento che non riguarda solo il presente, ma chiama in causa un futuro possibile: quello di un’alleanza sempre più stretta tra istituzioni e cittadinanza attiva.

BCC Terra d’Otranto: quando il credito diventa comunità

Determinante è stato anche il contributo della BCC di Terra d’Otranto, che ha sostenuto l’acquisto con 2.000 euro.
Sostenere la salute neonatale significa sostenere il futuro del territorio” ha dichiarato il presidente Petrelli. Una frase semplice, ma che racchiude il senso più

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autentico della finanza etica e cooperativa: essere un presidio sociale, prima ancora che economico.

L’UTIN del Fazzi: una trincea di cura quotidiana

Il primario Rosati ha ricordato come il reparto – eccellenza riconosciuta a livello regionale – abbia più volte potuto contare sulla generosità dell’Associazione:
“La burocrazia rallenta, la clinica no. Grazie a iniziative come questa possiamo rispondere subito ai bisogni dei nostri piccoli pazienti.”

Sono parole pronunciate da chi, ogni giorno, attraversa con competenza e tenacia la linea sottile che divide fragilità e guarigione.

Michela, la bambina che muove ciò che conta

Ma il cuore della giornata batte altrove, in un’altra storia: quella di Michela, la piccola che non c’è più e che, attraverso l’amore incrollabile dei suoi genitori – Veronica Montefusco e Fabio Bufano – continua a trasformare dolore in possibilità.

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È per lei, e grazie a lei, che l’associazione esiste. È per lei che, una mattina di dicembre, uomini e donne di grande responsabilità si sono ritrovati nella stessa stanza, uniti da un filo invisibile che chiama tutti alla stessa missione: proteggere chi sta iniziando appena a vivere.

Basita e commossa”, ha confessato Veronica, “nel vedere come Michela riesca ancora oggi a radunare persone, risorse, energie”.
E con la semplicità di chi sa che il bene non va mai prescritto, ha rinnovato al primario Rosati una promessa: «Chiamateci ogni volta che serve. Noi ci saremo.»

La benedizione: quando il servizio diventa speranza

A suggellare l’iniziativa, la voce pacata di don Gianni Mattia:
“Quando un dolore si trasforma in servizio, e il servizio diventa speranza, tutta la comunità cresce.”È difficile trovare parole più esatte.

Un Natale che preferiamo

Questo è il Natale che preferiamo”: un Natale fatto di strumenti che salvano vite, di mani che si tendono, di comunità che si riconoscono.
E non è finita qui: l’associazione ha annunciato che un altro importante dono verrà presto recapitato all’UTIN.

Perché – recita il motto dell’associazione –
“Non si muove foglia che lei non voglia.”
E Michela, oggi, sembra voler muovere molto bene.

Una luce che continua a illuminare

C’è chi lascia un segno e chi lascia una direzione. Michela ha lasciato entrambe.
Il suo volo d’angelo farfalla non conosce confini: continua a sostenere i più piccoli, a unire le persone, a ricordare che il bene, quando nasce dall’amore, non si esaurisce mai.

Ed è così che, in una UTIN di Lecce, un piccolo bilirubinometro diventa molto più di un dispositivo medico: diventa un simbolo di speranza, comunità e futuro.

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