
Anche quest’anno la Scala di Milano ha inaugurato la stagione. Lo ha fatto con un’opera che per anni è stata sottoposta a censura.
Si tratta di un’opera che si ispira alla Lady Macbeth di William Shakespeare, l’opera teatrale più corta del grande drammaturgo, che porta sulla scena un personaggio storico che pur di conquistare il potere non esita a macchiarsi di orrendi delitti.
È evidente che si tratta di una condanna di comportamenti che tuttavia avvenivano.
Ma alla Scala non è andato sul palco William Shakespeare, ma l’opera di uno scrittore russo creata nel 1930 che per l’appunto si ispira a Shakespeare. L’opera porta sul palcoscenico molti atti di violenza e di sesso.
E quindi venne censurata in Russia e in Europa.
Tuttavia la Scala ha ritenuto che i canoni che ne hanno portato alla censura in passato sono mutati e che l’opera merita di essere eseguita
Non solo è stata eseguita, ma a Milano è stata trasmessa con dei grandi schermi all’aperto e alcuni canali televisivi l’hanno trasmessa.
Per il governo era presente il ministro della cultura Alessandro Giuli, per la regione Attilio Fontana, attuale governatore, e fra I vip era presente la senatrice Segre.
L’opera è piaciuta alla platea che ha applaudito a lungo
Tuttavia non si può non fare presente che le autorità erano presenti in modo molto modesto e di commenti non ne abbiamo avuti molti.
Non possiamo non ricordare che il costo del biglietto è di tremila duecento euro. Uno schiaffo alla miseria. Che il regista era un russo, autori che si tende a non portare sulla scena. E infine la violenza e le scene di sesso.
Insomma quanto basta per non fare venire le massime autorità dello stato
Attilio Runello




