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Nasce il Correlativo Empatico

Empatismo

Sperimentazione Poesia Empatista: nasce il Correlativo Empatico

Il Correlativo Empatico è una tecnica poetica proposta nell’ambito del Movimento Empatista che usa oggetti tra loro in relazione (diversamente dal correlativo oggettivo di T. S. Eliot che qui viene in qualche modo sviluppato, adattato alla nuova realtà Empatista) per evocare un’emozione condivisa tra persone (presenze, assenze, legami). 

Non serve a rappresentare solo lo stato interiore dell’io poetico: mette in scena tracce materiali che fanno percepire la relazione e invitano il lettore a entrarvi emotivamente.
L’empatia nasce dallo spazio tra gli oggetti, da ciò che suggeriscono senza dirlo.

Ma ecco, di seguito, un esempio essenziale di Correlativo Empatico:

Sulla finestra:
gli occhiali che hai lasciato aperti,
la pagina piegata nel punto
in cui ti sei fermato,
la tua collana, arrotolata
come pensiero
che non si scioglie.

Io fluisco leggero,
come una brezza
primaverile

e tutto, senza parlare,
mi racconta che tornerai.

Secondo Esempio:

La pelle è un lenzuolo stropicciato e sporco.
Tra poco guarderò le palpebre dentro,
cadrò da un incubo in un altro incubo.

P.S.

Ricordo, inoltre, che con l’Empatismo abbiamo avuto il passaggio dall’io lirico all’io poroso

Si vedano ancora le 32 Tesi Empatiste.

N.B. Ecco come funziona il correlativo empatico:

Definizione

Il correlativo empatico è un oggetto, un’immagine o una situazione che non descrive solo ciò che accade all’esterno, ma serve a far provare al lettore le emozioni del soggetto poetico.

In altre parole, non è solo un simbolo esterno che richiama un’emozione, ma un veicolo diretto di empatia.

Differenza dal correlativo oggettivo

– Correlativo oggettivo: l’oggetto o la situazione evocano l’emozione nel lettore indirettamente.                     
Correlativo empatico: l’oggetto o la situazione fanno sentire l’emozione in prima persona, creando un coinvolgimento più immediato e intimo.

Funzione

Trasmettere emozioni autentiche senza doverle dichiarare a parole. Rendere la poesia più partecipativa, cioè il lettore “vive” l’esperienza emotiva insieme al poeta.

Esempio tipico

Immagina una poesia in cui una foglia che cade lentamente non è solo simbolo di perdita, ma fa sentire al lettore la stessa malinconia e fragilità del poeta. La foglia diventa un correlativo empatico.

Per un’informazione completa

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