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Mangiare fuori

Ogni tanto emerge la questione della salubrità della nostra ristorazione. Non è raro che un ristoratore venga multato perché nel suo ristorante viene rinvenuto del cibo privo di etichetta che permetta di definire la sua tracciabilità.

Specie adesso che il turismo è divenuto un settore portante della nostra economia la questione è di fondamentale importanza.
Perché un cibo in una confezione etichettata è ritenuto certamente salubre mentre uno sfuso no? Come mai non si effettuano analisi fisiche sulla salubrità del cibo servito a tavola pur etichettato? Come si può pretendere dagli uomini preposti ai controlli che si riesca ad individuare pericoli per la pubblica salute senza una attenta analisi di quello che sta nel piatto? Perché si permette la commercializzazione in confezioni etichettate e quindi tracciabili di cibi altamente artefatti o comunque non genuini magari di importazione e quindi portatori di residui di pesticidi o altro dannoso per la salute? In sintesi coloro che si fanno carico di questi controlli sono gli stessi cui chiedere i danni di un eventuale omissione di controllo che ha prodotto un danno alla propria salute?
Certamente no! E allora???
Un controllo è limitativo della libertà individuale sancita costituzionalmente e quindi ha un senso solo se costituisce un responsabile cui rivolgersi per essere risarcito per un danno subito da un controllo mancato o parziale. Ma il controllore non risarcisce il danneggiato per difettoso o mancato controllo. C’è solo il terrore che queste incursioni nei ristoranti producono negli esercenti. Circostanza poco civile che ha un esito chiarissimo: più dei delinquenti si temono gli uomini dello stato che così vengono percepiti come i nemici dell’economia; precisamente i maggiori nemici dell’imprenditore. Si apre un capitolo non scritto di potenziale conflitto se non di odio tra dipendenti pubblici e esercenti privati che cova sotto la cenere e che è pronto ad esplodere.
Non è un problema teorico o astratto; va studiato e le pubbliche amministrazioni specie locali sono chiamate a rispondere.
La porzione pubblica della società, finanziata dalla porzione privata, non può essere nemica di chi gli paga stipendio e tasse, previdenza e malattie, tredicesima e diritti vari ma deve collaborare. Financo la Chiesa per bocca di vari Papi ha insegnato che la collaborazione è l’unica regola per una economia sana ed inclusiva: ogni competizione o lotta magari di classe, ogni contrapposizione se non schiavizzazione dello stato verso i cittadini non possono portare niente di buono. Per nessuno.

Canio Trione

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