Da alcuni giorni le cronache dei giornali sono piene di interpretazioni e commenti di una scritta sul muro dei bagni maschili della scuola superiore Giulio Cesare di Roma.
Le scritte sui muri dei bagni maschili delle scuole, e non solo, non sono mai state particolarmente esaltanti o educative.
Tuttavia non hanno mai avuto il privilegio delle cronache.
Questa è chiaramente diversa perché consiste in una minaccia di violenza nei confronti di nove ragazze/i della scuola con nome e cognome.
Per l’esattezza si tratta di otto ragazze e un ragazzo, accomunati a quanto sembra da un impegno politico nella scuola.
Le indagini sono in corso per cercare di scoprire l’autore o gli autori della scritta immediatamente cancellata.
Le indagini non sono state portate avanti solo dalla scuola ma anche i genitori si sono interessati e la polizia ne è al corrente.
I genitori hanno scritto una lettera rivolta ai latitanti/e colpevoli/e. In questa situazione spiega che la minaccia può venire solo da persone che di fronte all’ impegno di compagni e compagne hanno solo come contrasto la violenza o quanto meno la sua minaccia.
Ma di fronte a un episodio si grave ma che potrebbe avere come autore un solo ragazzo si è iniziato a parlare di ambiente scolastico degenerato e preoccupante. Accusa grave se si pensa che, data la pressione sociale, possiamo supporre che se qualcuno fosse a conoscenza di qualcosa avrebbe già parlato.
Si cominciano a sentire poi i primi commenti nei media che parlano di ambiente generale ormai contaminato, e si è collegato l’episodio ai femminicidi e alle varie forme di violenza sulle donne.
A questi si sono aggiunti i pochi, per fortuna, commenti per cui tutti gli appartenenti al genere maschile sarebbero complici.
E quindi? E quindi le lezioni di affettività già previste nelle scuole di cui si sta dibattendo in parlamento devono essere rese obbligatorie per tutti. Infatti al momento.le lezioni sono si previste ma i genitori hanno facoltà di diniego per il proprio figlio. Le lezioni al momento sono previste per le scuole superiori e medie.
Attilio Runello





