
Santa Domenica torna a brillare: Scorrano riscopre il cuore della sua identità
Due giorni che hanno segnato la storia religiosa e civile della comunità
Il ritorno della Protettrice: quando la fede diventa comunità
Il 29 novembre 2025 resterà inciso come una data destinata a entrare nella memoria collettiva di Scorrano.
Non solo la presentazione di una statua restaurata, ma il ritorno simbolico di un’eredità che da secoli custodisce l’anima del paese: Santa Domenica, guida spirituale, riferimento culturale, identità condivisa.
La Parrocchia della Trasfigurazione si è trasformata nel cuore vivo della comunità.
Cittadini, famiglie, giovani, anziani, istituzioni, associazioni: tutti raccolti nello stesso luogo, con la stessa emozione, lo stesso senso di appartenenza. Non era semplice devozione. Era memoria che si risveglia, era cultura che respira, era popolo che si riconosce.
Per gli scorranesi, Santa Domenica non è solo un’immagine sacra.

È una radice profonda, un filo rosso che attraversa generazioni, che ha plasmato riti, linguaggi, feste, perfino il carattere del paese. Vederla tornare allo splendore significa ritrovare una parte di sé.
Un restauro che parla di arte e di memoria
Tecnica, storia e devozione al servizio di un’opera del Seicento
Il professor Giovanni Giangreco ha guidato i presenti in un viaggio tra storia dell’arte e spiritualità, spiegando le fasi del restauro con rigore e passione.
L’intervento – svolto con tecniche moderne ma con profondo rispetto per l’originale – ha

interessato:
- consolidamento della struttura lignea;
- recupero delle dorature con metodi antichi;
- indagini stratigrafiche;
- reintegrazioni pittoriche leggere e rispettose;
- trattamenti protettivi per preservare l’opera nel tempo.
Un lavoro che non ha cancellato il tempo, ma lo ha abbracciato, restituendo autenticità senza artifici.
Una comunità che si fa mecenate
Un restauro finanziato dal popolo
Il restauro è stato possibile grazie alla generosità spontanea degli scorranesi: offerte, contributi, donazioni di chi porta nel cuore la Santa anche da lontano.
Raccolta fondi
- Donazioni volontarie: 7.500 €
- Bonifici da fedeli emigrati: 1.332 €
- Associazione Promuovi Scorrano: 3.500 €
Totale: 16.432 €
Spese
- Allestimento cantiere: 200 €
- Manutenzione corona + gru: 2.200 €
- Manutenzione stipo: 1.280 €
- Restauro nicchia: 3.500 €
Interventi principali: 9.760 €
Totale: 16.840 €
Differenza coperta dalla parrocchia: –408 €
Don Massimo De Donno ha sintetizzato lo spirito dell’iniziativa:
«È entrato ciò che serviva, niente di più e niente di meno. La comunità ha risposto con sincerità e verità.»
La statua e la sua lunga storia: arte, fede e identità di un popolo
Dall’estofado de oro alle epidemie seicentesche
La statua, datata XVII secolo e riconducibile alla scuola napoletana con influssi iberici, è segnata dalla preziosa tecnica dell’estofado de oro, che unisce legno, gesso e oro zecchino.
Il suo arrivo è legato agli anni della peste, quando i frati cappuccini diffusero il culto di Santa Domenica come faro nei momenti più bui.
Giangreco ha ripercorso tappe decisive:
- passaggio dal rito greco al latino intorno al 1600;
- patronati antichi (San Nicola di Mira e Santa Ciriaca);
- progressiva identificazione con Santa Domenica;
la guglia del 1735, simbolo del celebre proverbio scorranese:
«Nessuno dietro Santa Domenica».
Simboli e iconografia: il linguaggio eterno della Santa
La statua parla attraverso simboli che narrano la vita della martire:
- due leoni, forza della fede;
- una spada, martirio;
- un ramo d’ulivo, pace e sapienza;
- un giglio, purezza.
Il ramo fiorito, soprattutto, è diventato emblema identitario del paese: un segno di rinascita e continuità.
La voce dei restauratori: “Abbiamo dialogato con la memoria di Scorrano”
I restauratori Ianuria Guarini e Gaetano Martignano hanno condiviso uno dei momenti più sentiti della serata.
Hanno raccontato:
- distacchi di dorature,
- microfessurazioni,
- indebolimento del legno,
- interventi antichi instabili,
- segni dell’uso processionale.
Guarini: «Prima della bellezza, dovevamo salvare ciò che rischiava di andare perduto.»
Martignano: «Non si rifà il passato: lo si lascia parlare.»
Il risultato è una statua che torna viva, intensa, luminosa senza perdere la sua storia.
La messa solenne del 30 novembre: fede, coralità, gratitudine
La mattina successiva, Scorrano si è svegliata con un’emozione nuova.
Un flusso continuo di fedeli ha riempito la chiesa: famiglie, giovani, anziani, confratelli, devoti arrivati dai paesi vicini.
L’unione dei due cori parrocchiali ha reso l’ingresso processionale un momento di straordinaria intensità.
La musica sembrava narrare la storia del popolo scorranese.
Presenti anche:
- il sindaco Mario Pendinelli;
- il Comitato Festa Santa Domenica guidato da Manuela Cotardo;
- associazioni del territorio;
- volontari che hanno lavorato nei mesi precedenti.
Il ruolo del Comitato, la guida di Manuela Cotardo e la forza delle associazioni di Scorrano
Tra le presenze più significative della celebrazione spicca il Comitato Festa Santa Domenica, guidato da Manuela Cotardo, figura riconosciuta come uno dei punti di riferimento più solidi della vita comunitaria.
La sua guida non prevale, ma accompagna: uno stile sobrio, concreto, fatto di disponibilità costante e di un ascolto attento delle esigenze del paese. È proprio questa capacità di tenere insieme tradizione e rinnovamento a renderla una presenza centrale nel tessuto religioso, civile e culturale di Scorrano.
Grazie al suo lavoro — discreto, competente, ma determinante — il Comitato non è soltanto un organismo operativo, ma una vera istituzione comunitaria, capace di custodire la memoria condivisa e nello stesso tempo di coinvolgere nuove energie, in particolare tra i più giovani.
In Emanuela, la comunità riconosce una garanzia di continuità: un ponte solido tra ciò che Scorrano è stato e ciò che desidera continuare a essere.

Accanto al Comitato, va sottolineato il contributo prezioso di tutte le associazioni del territorio: culturali, sociali, sportive, caritative, di volontariato. La loro presenza compatta durante le celebrazioni — ognuna con la propria identità, ma unite da uno stesso sentimento — ha mostrato il volto migliore del paese.
Sono realtà che, spesso nel silenzio, lavorano tutto l’anno per sostenere iniziative culturali, preservare le tradizioni, promuovere solidarietà, organizzare eventi, valorizzare la storia e il patrimonio locale.
La loro partecipazione non è mai formale: è un segno concreto di appartenenza e responsabilità verso la comunità.
In questo intreccio di impegno, dedizione e competenze, Scorrano trova la sua forza:
un paese che custodisce il passato, vive il presente e costruisce il futuro grazie alle persone e alle realtà che ogni giorno scelgono di mettersi al servizio della collettività.
Un popolo che ringrazia le sue energie vive
Durante l’omelia, don Massimo ha ricordato:
«Santa Domenica ci precede nel cammino della fede e ci illumina.»
Poi, rivolto ai presenti:
«Quando Scorrano cammina unita, nulla è irraggiungibile.»
Il momento più toccante è stato la benedizione della statua restaurata: un silenzio carico di emozione, volti commossi, un’intera comunità raccolta.
L’applauso finale, spontaneo e lungo, è stato più di un gesto:
un abbraccio collettivo, una dichiarazione d’identità, la voce di una storia che continua.
Verso il futuro: ricucire il patrimonio della Santa
Tra i progetti futuri, il desiderio di riportare a Scorrano il quadro di Antonio Zimbalo, oggi conservato a Bari.
Sarebbe un ritorno che parla non solo di arte, ma di identità e memoria.
Una frase per custodire il cammino
«Chi vive la fede con coraggio non cammina mai da solo.» — Santa Domenica
Queste parole riassumono ciò che Scorrano ha vissuto:
la forza della fede, la ricchezza dell’unione, la bellezza della memoria che si rinnova e il futuro che attende di essere costruito insieme.




