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“Non chiamatelo Call Center”

“Non chiamatelo Call Center” - bolla stilizzata
“Non chiamatelo Call Center” - Taranto chiama il futuro

“Non chiamatelo Call Center”: martedì 2 dicembre la prima proiezione a Taranto del docufilm che racconta la rivoluzione imprenditoriale e culturale di TP Italia

Storia di Gea, una ragazza che, partendo da Roma, arriva in Puglia per scoprire una realtà aziendale che mette persone e territorio al centro del business

 

Al termine, talk ‘Taranto chiama il futuro’ per scrivere il nuovo capitolo di questa storia

 

“Non chiamatelo Call Center”-  Un viaggio che attraversa il Sud, scardina i pregiudizi, mette al centro le persone e racconta una nuova idea di impresa. TP Italia porta la sua storia sul grande schermo e martedì 2 dicembre, alle 18:00 al teatro Orfeo di Taranto, avrà luogo la presentazione ufficiale del suo docufilm “Non chiamatelo Call Center”, prodotto da LuckyHorn Entertainment.

Il film racconta la rivoluzione culturale e imprenditoriale che ha caratterizzato gli ultimi sei anni della storia di TP Italia attraverso il racconto del viaggio di Gea, una giovane neolaureta che lascia Roma per iniziare a lavorare in una città lontana, conosciuta per i racconti di dolore e difficoltà, ma che ha molto altro da raccontare.

Voci protagoniste

Nel film protagoniste sono anche le voci di chi ha avviato e vissuto il cambiamento. Con un rinnovamento del management e dell’idea di fare impresa, TP Italia è riuscita infatti a modificare profondamente il proprio corso. L’idea dirompente è stata mettere le proprie persone al centro del modo di fare impresa, avviando una campagna di ascolto vero e un programma di piccole iniziative di welfare, in risposta ai bisogni espressi dai dipendenti.

Con un lavoro intenso di coinvolgimento del personale (composto per oltre il 70% da donne) e comunicazione dei nuovi valori ispirazionali, TP Italia è riuscita non solo a superare un difficile momento di crisi sindacale e aziendale, ma a diventare modello di impresa virtuosa e salire, nel 2025, al primo posto nella classifica Great Place to Work® tra le imprese italiane con oltre 1000 dipendenti.

Il cambiamento

Il cambiamento, però, non è rimasto all’interno delle mura aziendali, ma le ha travalicate, cominciando a supportare piccole realtà locali, a Taranto e Fiumicino, che hanno moltiplicato la comunità aziendale sul territorio. Così, a Taranto, si è passati dai duemila dipendenti alle 8000 persone – tra familiari, associazioni, parrocchie – che compongono la comunità che ruota attorno a TP Italia: anche le loro voci hanno spazio nel docufilm, per raccontare questa storia dalle diverse angolazioni.

La scelta del titolo, infatti, è puntuale ed è una vera dichiarazione d’intenti. TP Italia non è più – e non vuole essere percepita – come un semplice “call center”, ma come una piattaforma di servizi evoluti che mette al centro l’esperienza umana, il rispetto, la dignità e la crescita professionale.

Diego Pisa

“TP Italia è una realtà fatta di persone, che lavora per le persone. L’essere umano – ha spiegato il CEO di TP Italia Diego Pisa – è l’asset più importante di questa impresa e in questo docufilm raccontiamo l’impegno profuso dalle donne e dagli uomini di questa azienda per costruire un contesto sostenibile e supportivo. Ogni voce presente in questo film racconta questi ultimi anni dalla propria prospettiva, contribuendo a dare senso a questa storia di comunità aziendale e territoriale”.

Simone D’Andria

Per il produttore esecutivo, Simone D’Andria, “Per me, a livello personale, oltre che professionale, produrre Non chiamatelo call center è stato molto più che realizzare un docufilm: è stato un atto di responsabilità culturale e, soprattutto, un motivo di profondo orgoglio. Raccontare la storia di TP Italia significava misurarsi con un processo di trasformazione reale, tangibile, che coinvolge persone, territori, comunità intere. Significava restituire dignità a un settore troppo spesso imprigionato in stereotipi e narrazioni superficiali, mostrando invece la forza propulsiva che può avere un nuovo modo di fare impresa”.

Marco Fanizzi

Per Marco Fanizzi, che ha scritto e diretto il docufilm: “Non chiamatelo call center, per me e per tutto il team, non è soltanto un progetto audiovisivo, è la storia di un riscatto collettivo che merita di essere conosciuto. È stato un privilegio raccontare questa rivoluzione culturale e condividerla con il pubblico, portarla sul grande schermo, una gioia immensa”.

Taranto chiama il futuro

Il nuovo capitolo della storia di TP Italia e del suo impegno per Taranto sarà poi al centro del dibattito ‘Taranto chiama il futuro’. Animati dalle domande di Alessandro Ladiana e Antonello Giasi, del team Comunicazione di TP Italia, interverranno il CEO di TP Italia Diego Pisa, il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, il presidente di Confindustria Taranto Salvatore Toma, il presidente della Camera di Commercio di Brindisi – Taranto Vincenzo Cesareo, la direttrice del dipartimento Welfare della Regione Puglia Valentina Romano.

CREDITS

“Non chiamatelo Call Center” è un docufilm di: LuckyHorn Entertainment in co-produzione con TP Italia

Scritto e diretto da: Marco Fanizzi

Produttore esecutivo: Simone D’Andria, Davide Ippolito

Con la partecipazione di: Diego Pisa, Gianluca Bilancioni, Gea Villa, Maristella Massari, Claudio Brachino e numerosi stakeholder del territorio

“Non chiamatelo Call Center” è più di un documentario: è un manifesto. Di un Sud che cambia. Di un’impresa che ascolta. Di un lavoro che costruisce comunità.

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