
LECCE, 30 novembre 2025 –Il Museo Castromediano ieri si è trasformato in un luogo di incontro e di impegno civico. Cittadini, tecnici, studiosi e attivisti sono accorsi per partecipare all’assemblea pubblica promossa dal Coordinamento per gli Alberi e il Verde Urbano Lecce, insieme a Rosantina, campagna del Sud, nell’ambito della manifestazione nazionale Tutti insieme per gli alberi, organizzata in occasione della Giornata nazionale dell’Albero.
Il titolo scelto — “Talee 2025: assemblea con gli alberi” — ha evocato fin da subito l’idea di un radicamento nuovo, che parte dal basso e guarda lontano.
Due alberi per il futuro: il gesto simbolico
La mattinata si è aperta con la piantumazione di un cipresso e una quercia nel giardino del Castromediano, grazie al contributo operativo di Vittorio De Vitis, dei volontari del WWF Salento e di Giovanni Seclì.
Un’azione semplice ma densa di significati: restituire verde alla città e affermare che la memoria ambientale del territorio può e deve essere rigenerata.
«Prendersi cura degli alberi è un atto di civiltà» ha ricordato De Vitis, sottolineando come musei, scuole e luoghi pubblici siano spazi educativi permanenti, dove il verde non può essere un elemento ornamentale ma parte integrante della missione culturale.
Potature, errori e soluzioni: la lezione degli esperti
La dott.ssa Silvia Pedone, agronoma, ha offerto un intervento particolarmente denso e formativo, soffermandosi sui rischi — spesso sottovalutati — delle potature mal eseguite e delle rimozioni non necessarie. Pedone ha spiegato che l’intervento sull’albero è un atto tecnico ad alto impatto, che richiede conoscenze biologiche, competenze specifiche e una visione di lungo periodo.
Potare in modo improprio non significa solo modificare l’estetica della chioma: significa indebolire la struttura portante, creare ferite che diventano porte d’ingresso per funghi patogeni, ridurre la capacità fotosintetica, compromettere l’equilibrio fra radici e rami e, paradossalmente, incrementare il rischio di schianti futuri.
Una potatura scorretta può alterare la distribuzione dei pesi, stimolare ricacci deboli e generare condizioni di instabilità maggiori di quelle che si volevano risolvere.
Pedone ha inoltre ricordato che un albero adulto non è sostituibile: la sua funzione ecologica discende dalla maturità fisiologica, non solo dalla presenza fisica.
Un grande albero:
- produce ombra più estesa e profonda, abbassando le temperature urbane;
- filtra quantità di inquinanti che un giovane esemplare non è ancora in grado di gestire;
- ospita biodiversità vegetale e animale;
- gestisce grandi volumi d’acqua piovana, mitigando il rischio di allagamenti;
- offre benefici psicologici e percettivi che derivano dalla sua imponenza e dalla sua storia.
La dott.ssa Pedone ha richiamato dati consolidati: un albero di 40–50 anni fornisce servizi ecosistemici decine di volte superiori rispetto a un giovane albero di tre anni. Di conseguenza, ogni abbattimento immotivato rappresenta una perdita che la città non recupera nell’arco di una generazione.
Non sorprende, quindi, che il tema sia particolarmente sensibile a Lecce, città che negli ultimi decenni ha visto alternarsi periodi di espansione urbana e interventi sul verde pubblico non sempre coerenti con le più aggiornate conoscenze agronomiche. In molti quartieri la gestione del verde è stata condizionata da scelte urbanistiche poco lungimiranti o dall’assenza di piani organici, portando a interventi disomogenei, talvolta dannosi.
Oggi, grazie al dibattito pubblico e alla crescente competenza dei cittadini, queste criticità stanno finalmente tornando al centro della discussione.
Cultura e natura: un’unica eredità
Ad accogliere i partecipanti è stato Luigi De Luca, direttore del Polo Bibliomuseale regionale, che ha offerto una riflessione più ampia sul tema della tutela del verde.
De Luca ha sottolineato come il paesaggio non sia solo uno scenario urbano, ma un bene culturale a tutti gli effetti, un’eredità che intreccia memoria, identità e responsabilità collettiva. Le piante, gli spazi verdi, i giardini pubblici — ha ricordato — sono parte integrante della storia delle città, custodi di tradizioni, di relazioni e di modi di vivere.
In linea con questa visione ha annunciato un progetto significativo: l’apertura, presso l’ex Convitto Palmieri, di nuovi spazi destinati allo studio della biodiversità e alla divulgazione scientifica, in collaborazione con il CNR.
Si tratta di un intervento che mira non solo a valorizzare il patrimonio naturale, ma anche a rafforzare il rapporto tra cultura, scienza e cittadinanza attiva. Un luogo dove studenti, ricercatori e cittadini potranno avvicinarsi al tema della biodiversità in modo pratico e consapevole.
Il progetto intende colmare un vuoto storico: offrire alla città un centro stabile per la formazione, la ricerca e la sensibilizzazione ambientale. Un tassello fondamentale in una strategia che riconosce, finalmente, che la tutela del verde non è un’attività ornamentale, ma un pilastro della qualità di vita e della resilienza urbana.
La legge che cambia lo scenario: il quadro pugliese
Uno dei contributi più attesi è stato quello del giurista Ennio Cillo, che ha analizzato la Legge Regionale 30 maggio 2024, n. 23, dedicata alla qualificazione del verde urbano.
La norma:
- riconosce il valore ambientale e sociale del patrimonio arboreo;
- favorisce strategie di contrasto ai cambiamenti climatici;
- istituisce il Premio “Comuni Verdi di Puglia” per valorizzare le buone pratiche amministrative;
invita i Comuni ad aggiornare i Piani del Verde e a dotarsi di regolamenti adeguati.
Cillo ha definito la legge “uno strumento capace di cambiare il modo in cui le città guardano ai propri alberi”, a condizione che venga applicata con continuità e competenza. «Il verde pubblico è un diritto della collettività», ha ribadito.
La voce della città
Numerosi gli interventi del pubblico:
Donatella Tanzariello, Giuseppe Calzolaro, Monica Starace, Maria Cucurachi, Vittorio De Vitis, Ornella Paiano, Maria Luisa Quintabà, Ennio Cillo, Amleto Sozzo, Alfredo Pagliaro, Raffaela Nuzzo.
Tutti hanno sottolineato l’urgenza di proteggere gli ultimi grandi alberi rimasti, fermare gli abbattimenti di esemplari sani e garantire una gestione trasparente del patrimonio arboreo cittadino.
Libri e radici: le letture condivise
Momento particolarmente sentito è stato quello delle letture curate dai volontari di Rosantina: brani di Gioconda Belli, Linda Maggiori, Barry Lopez, Laurent Tillon, Timothy Norton, Antonio Moresco, Walt Whitman e Girolamo Comi hanno intrecciato poesia, ecologia e responsabilità civile, creando un ponte emotivo tra cura del paesaggio e cura delle relazioni umane.
Una richiesta chiara: più tutela, meno abbattimenti
La comunità riunita al Castromediano ha ribadito tre priorità indispensabili per Lecce:
- attuare pienamente il Regolamento del Verde;
- adottare un Piano del Verde aggiornato e coerente;
- istituire un Ufficio Unico del Verde capace di operare con competenza multidisciplinare.
Una visione condivisa: trasformare l’attivismo in politiche pubbliche efficaci e durature.
«Alla prossima assemblea — al prossimo sole oltre le nuvole», hanno salutato gli organizzatori, ricordando che ogni albero salvato rappresenta un pezzo di futuro che resiste.
Poesia conclusiva
“Nel mio giardino
ma come faccio
a dire a mia madre
che invece di poesie
produco melegrane?
lei amava tanto vedermi
sistemato come un poeta”
— Amleto Sozzo, Bussa continuamente





