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Trump come Nerone

Trump come Nerone per Aldo Cazzullo

Il noto giornalista televisivo Aldo Cazzullo ha partecipato alla trasmissione di La sette

Una giornata particolare diretta da Giovanni Floris



Alla trasmissione si è parlato di Nerone, uno dei più noti imperatori romani, accusato di avere bruciato Roma incolpando del grande incendio i cristiani. Aldo Cazzullo lo ha definito il Trump dell’ antica Roma.

Sembra che fosse rosso di capelli e populista, cioè persona che non ha rapporti con l’establishment e cerca un rapporto con il popolo. Floris fa poi vedere uno spezzone di un famoso comizio di Salvini, altro populista, in cui lui avrebbe promesso di annullare la Fornero.

Caso Fornero



La Fornero non è stata annullata e questa è una delle accuse maggiori che si muove al governo attuale. E cioè aver fatto una promessa populista e non averla rispettata. In realtà come si vede dallo spezzone Salvini dice che si tratta di uno degli obiettivi del governo.

Insomma non una promessa di annullarla in toto ma almeno di procedere in questa direzione. E in questa direzione si è andati. Con quota 100, 101, 102 e 103 si è andati in questa direzione dando a chi possedeva determinati requisiti di andare in pensione prima dei fatidici 67 anni

La trasmissione ci sembra un modello della propaganda portata avanti dall’opposizione. Vale a dire quello di screditare chi sta al governo. E’ una strategia che piace all’elettorato di sinistra? Sembra di sì.

Perché anche nelle recenti tornate elettorali poco o nulla ci è stato detto di obiettivi raggiunti dai governi di sinistra di Emiliano, De Luca e Giani.

Ha vinto di nuovo la sinistra in queste tre regioni.

La fiducia dei cittadini


Ha vinto sulla fiducia nei confronti di De Caro, che comunque era stato sindaco di Bari apprezzato, sulla fiducia per Fico, che aveva promesso di chiudere l’unico termovalorizzatore funzionante, e Giani, molto attivo nella campagna elettorale e comunque sempre presente sul territorio.

La sinistra sul piano nazionale promette di occuparsi della parità di genere, delle coppie LGBT, di chiudere il centro in Albania, di una politica più filo palestinese, di una stretta applicazione del diritto internazionale.

Se si vuole sapere qualcosa di economia, scuola, sanità, pensioni, posti di lavoro, inflazione, sicurezza, politica estera, tasse, bilancio bisogna affidarsi a una boccia di cristallo.

Invece su tutti queste temi il governo diretto da Meloni porta successi con numeri alla mano.

Forse non si tratta di successi su tutto il fronte. Forse si tratta di risultati parziali. Ma comunque risultati verificabili e naturalmente negativi per tutta la stampa di sinistra.

Si tratta di una crescita dei posti di lavoro, più soldi per la sanità, un monitoraggio delle visite specialistiche, una riduzione sia pure modesta di tasse, bilancio sotto controllo, apprezzamenti internazionali, miglioramenti delle pensioni per alcune categorie, leggi per facilitare il lavoro delle forze dell’ordine, molte opere pubbliche terminate e altre in corso grazie al PNRR, crescita economica del sud, limitazioni degli sbarchi di migranti.

Naturalmente si tratta di dati contestati dall’ opposizione.

di Attilio Runello 

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