
Il mio nome sarà Faust per 24 giorni
Data la mia natura, ho deciso, previo patto scellerato, di accettare di cambiare il mio nome per 24 giorni. Da oggi, infatti, fino a circa metà dicembre, sarò per tutti Menotti, Faust Lerro.
I nomi che ci rappresentano non sono quelli che ci vengono imposti alla nascita, ma quelli che scegliamo, e io ho scelto Faust poiché Faust ha scelto me…
No, non mi dilungherò in farraginose spiegazioni in merito, né sono interessato al parere dei tanti il cui nome, salvo varie, rarissime eccezioni, è telchino. Piccoli, insignificanti telchini che squittiscono per affermare pateticamente la loro ignobile natura celata dietro ai ghigni forzati dalle circostanze.
Oh, vigliacchi telchini, così lontano è il cuore di Faust dai vostri, così lontana ogni emozione e pensiero e sogno e destino.
Ma lasciamo questi torbidi pensieri e torniamo a colui che oltre alla poesia, alla filosofia, alla psicologia, alla teologia e alle arti stesse volle andare, per nutrire così la sua curiosità: una sete di conoscenza ineluttabile che arriva a ferire poiché impossibile da saziare e da condividere in un mondo banalizzato da questi esserini insignificanti che osano farsi chiamare uomini.
Oh, telchini, così inutili sono le vostre moine, i vostri scarabocchi nei diari dell’infanzia (che chiamate impunemente poesia o arte) dove iniziaste ad appuntare quei miseri capricci da fanciulli viziati, che oggi vi hanno portato ad eccellere nella mediocrità la quale infesta il mondo, a cominciare da quei politicanti insignificanti, senza talento né studio, che con vigore si adoperano per essere riconosciuti finalmente dal branco di pecore feroci che in loro detestano tanto da volerle comandare.
Ma adesso basta, troppo mi sono trattenuto su questo argomento. Dai telchini ancora una volta Menotti, Faust Lerro prende concedo e distanze, conscio che mai più la sua mano immacolata stringerà il loro viscido sudiciume…
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