Principale Rubriche Interviste & Opinioni Intervista – Tax & Law: nasce l’aggregazione multidisciplinare agile

Intervista – Tax & Law: nasce l’aggregazione multidisciplinare agile

In un mercato legale e fiscale in rapida trasformazione, spinto da tecnologia, concorrenza internazionale e richieste sempre più complesse delle imprese, cresce l’esigenza di modelli organizzativi nuovi, agili, capaci di superare la tradizionale frammentazione del settore e le comuni problematiche interne delle aggregazioni professionali vecchio stampo (Stp, Atp, Sta etc.). È in questo contesto che l’avv. Giuliano Cuomo, già managing partner della nota boutique, ha ideato e avviato una trasformazione radicale attraverso la costituzione di una rete strutturata tra professionisti e società di consulenza, pensata per integrare competenze diverse mantenendo allo stesso tempo l’identità e le specializzazioni tipiche degli studi boutique. Il network, costituito sotto forma di “Rete Soggetto” mediante rogito del Notaio Rossella Farese di Milano e iscritto in Camera di Commercio Milano, punta a creare una forma di aggregazione realmente agile e inclusiva, aperta all’ingresso di nuovi professionisti nelle aree legale, fiscale e consulenziale, con l’obiettivo di costruire un ecosistema evolutivo capace di valorizzare i singoli senza snaturarne il posizionamento ma identificandosi in un brand comune che sia garanzia di serietà, rapidità e professionalità.

Per comprendere meglio come questa rete innovativa possa trasformare il modo di lavorare e collaborare nel settore tax & legal, ho rivolto alcune domande all’avv. Giuliano Cuomo. Di seguito, vi propongo l’intervista che mi ha gentilmente rilasciato, ringraziandolo per la disponibilità e la chiarezza nel condividere la sua visione.

Perché oggi si parla così tanto di trasformazione degli studi professionali?

«La trasformazione è inevitabile perché il mercato legale e fiscale corre a una velocità senza precedenti. I professionisti oggi devono rispondere alle esigenze dei clienti con una rapidità molto superiore rispetto al passato, competendo non solo tra loro ma anche con strumenti di intelligenza artificiale che impongono di essere più rapidi, più strutturati e più competenti. A questo si aggiunge un nuovo modo di comunicare: oggi gli studi professionali dialogano come vere e proprie aziende. In un panorama così affollato emerge la necessità di aggregarsi, per non rischiare di restare invisibili tra migliaia di professionisti validi ma non riconoscibili sul mercato.» 

Qual è il limite principale degli studi boutique?

«L’Italia è piena di studi boutique eccellenti, altamente specializzati, spesso portatori di tradizioni familiari e di competenze accademiche. Sono la spina dorsale culturale e professionale del Paese. Il loro limite non è la qualità, ma il rischio di non riuscire ad avere appeal su un mercato che oggi richiede strutturazione, riconoscibilità e capacità di posizionarsi come interlocutori completi e competitivi.»

La rete che Lei ha creato nasce proprio per superare questa frammentazione?

«Esattamente. Il mio obiettivo è aggregare le migliori eccellenze professionali delle città chiave — Milano, Napoli e Roma — sotto un unico brand, un unico cappello, così da competere in maniera coesa e realmente efficace in un mercato ad altissima competitività.»

In cosa questo modello differisce dalle big firm internazionali o dalle reti di studi tradizionali?

«Questo modello nasce proprio per superare le dinamiche tipiche delle STP, STA e delle associazioni professionali, dove spesso il professionista finisce per vivere una condizione di subordinazione, quasi da dipendente, nutrendo per anni la speranza di diventare partner o equity partner. Nella nostra rete avviene il contrario: ogni professionista mantiene piena indipendenza e conserva integralmente il proprio portafoglio clienti, senza obbligo di conferirlo. La rete offre servizi, struttura, strumenti e competenze interne che aumentano l’appeal del servizio reso, senza intaccare l’autonomia del singolo. Inoltre, si tratta di un’aggregazione con iscrizione in Camera di Commercio, bilanci depositati, regolamenti chiari e un comitato etico: elementi che garantiscono trasparenza e superano molte delle criticità delle big firm. E soprattutto si entra e si esce con una facilità che nelle grandi strutture è quasi impossibile.»

Quali benefici offre questo approccio ai clienti corporate?

«Per un cliente corporate — che è il target naturale della rete soggetto — c’è un enorme vantaggio: avere un unico interlocutore. Tax&Law diventa il punto di riferimento unico per aspetti fiscali, legali, di consulenza del lavoro, per la revisione e certificazione dei bilanci e per tutte le principali esigenze d’impresa. È un modello integrato che permette una gestione coordinata e immediata, su tutto il territorio nazionale. E infatti sono previste aperture in ulteriori città strategiche del Paese.»

E per i professionisti? Perché aderire al network?

«Perché significa entrare in un progetto di formazione continua, aggregazione e modernizzazione della professione. Offriamo strumenti, visione, aggiornamento, condivisione di strategie e risorse. In più, Tax&Law è ormai un brand noto, riconosciuto come eccellenza nel settore: un professionista valido può trarne anche un importante vantaggio reputazionale, mantenendo però la propria autonomia e la propria identità professionale.»

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