
Il Miccoli chiude la fase a gironi con la personalità delle big e firma una delle vittorie più pesanti della sua stagione: 1-2 sul campo dell’ASD Team Bari, al termine di una serata sporca, intensa, di quelle che mettono alla prova prima ancora che sul piano tecnico, su quello mentale.
Le rosanero non si limitano a vincere: dimostrano di saper soffrire, adattarsi, restare in piedi nella lotta e colpire quando la partita vive sul filo. Una prova da squadra matura, costruita per arrivare lontano.
Un match complicato: duelli, seconde palle e spazi ridotti
Cornice da notte di Coppa: spalti caldi, clima teso, campo corto che stravolge distanze e linee di passaggio. La gara è subito chiara: niente trame, niente estetica.
Il Bari punta su un calcio diretto, verticale: lanci immediati, seconde palle, densità feroce in mezzo, ritmo spezzato. Il Miccoli prova a gestire il pallone, ma il contesto è un intrico di contrasti e rimbalzi.
Gli esterni diventano l’unica via di fuga, mentre nel cuore del gioco servono soprattutto:
- letture individuali
- cattiveria agonistica,controllo emotivo
- capacità di soffrire restando squadra.
E il Miccoli, diversamente da molte altre, non si fa trascinare nel caos: resta compatto, ordinato, lucido.
Pupillo sblocca, Lospalluto pareggia, Cazzato firma il finale
0-1 • Pupillo: il colpo che spezza il blocco
Serve una giocata fuori copione per aprire una partita così. La trova Pupillo, liberata a sinistra da una grande iniziativa di Mammollino: taglio perfetto alle spalle del terzino, destro secco sul primo palo.
Un lampo pulito in un match sporco.
1-1 • Lospalluto rimette tutto in equilibrio
Il Bari sfrutta l’unico punto del proprio piano gara: la palla inattiva.
Punizione dai 25 metri: Lospalluto calcia forte e teso, palla che attraversa un’area affollata e si infila.
Il pari non cambia però l’inerzia tattica.
Ripresa: Miccoli in controllo, Bari schiacciato
Nella ripresa il match si irrigidisce ancora. Il Miccoli mantiene possesso e campo, il Bari si chiude basso con due linee strettissime.
Le rosanero dominano la metà campo avversaria ma non trovano il dettaglio che sposta il risultato. Serve un guizzo, una giocata da squadra che non vuole lasciare nulla al caso.
1-2 • Cazzato all’87’: taglio, freddezza, semifinale
A tre minuti dal 90’, arriva l’azione che pesa una stagione.
Mammollino riceve tra le linee, vede il corridoio e disegna il filtrante perfetto.
Cazzato attacca il varco col tempo giusto, controllo orientato che manda fuori tempo il centrale, destro rasoterra sul palo lontano.
Un gol moderno, pulito, da attaccante vera.
Un gol che vale una semifinale.
Perché il Miccoli ha vinto
La chiave sta nella capacità di affrontare una partita scomoda senza snaturarsi. Le rosanero sono state superiori in:
- compattezza difensiva
- gestione delle seconde palle
- pazienza nei momenti bloccati
- cinismo nelle occasioni
- mentalità collettiva.
Le partite belle fanno spettacolo, quelle sporche costruiscono lo spogliatoio.
Il Miccoli sa vincere entrambe.
Le protagoniste
Marica Pupillo — La fiammata iniziale
Inserimento perfetto, gesto tecnico rapido, lucidità nel caos. Il gol che apre il match è una giocata da calciatrice che decide gli episodi.
Sharon Cazzato — L’attaccante dei momenti che bruciano
È la copertina. Movimenti intelligenti, lavoro oscuro, sacrificio continuo. E quando arriva la palla che conta, la trasforma: freddezza, precisione, personalità.
Miccoli in crescita: una squadra che sa vincere in ogni modo
Questa vittoria non vale solo il passaggio del turno: vale un salto di consapevolezza.
Il Miccoli sa imporre gioco quando può, ma sa anche combattere quando è costretto.
Le squadre che arrivano lontano sono quelle che sanno adattarsi. La Coppa non si vince a novembre, ma qui si costruiscono le squadre che potranno farlo.
Il Miccoli, oggi, ha mostrato di essere su quella strada.
La semifinale lo attende, con la certezza più importante: saper vincere anche quando non si può brillare.





