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Esame azero per Antonio Conte

Domani sera turno di Champions per il Napoli che sfida al Maradona il Qarabag, squadra dell’Azerbaigian, in una serata importante per il cammino nel  torneo.

La vittoria nell’ultimo turno di campionato con l’Atalanta ha schiarito il cupo orizzonte che ha avvolto gli azzurri dopo due settimane terribili susseguite alla debacle di Bologna. La vittoria con i bergamaschi e soprattutto il primo tempo della partita ha dato nuove certezze e maggiori convinzioni a tutto l’ambiente napoletano. Nei primi 45 minuti si è vista una squadra spumeggiante, ben disposta in campo, attenta sempre a fare pressing e  pronta ad arrivare prima sulle seconde palle. Certamente nessuno ha riconosciuto in questo Napoli quel “morto” che il tecnico non aveva alcuna intenzione di accompagnare nel corso della stagione, come lo stesso Conte aveva raccontato alla  fine della gara con il Bologna. Sbirciando in tutta la tradizione letteraria e e nella cabala napoletana, possiamo certamente affermare che quel morto è resuscitato , ha parlato ed ha mostrato i segni di vitalità, propri di una nuova vita!

Le alchimie messe sul terreno di gioco dal tecnico per uscire dallo stato di coma e per superare le difficoltà oggettive derivanti da infortuni a catena che hanno falcidiato il centrocampo (non ultimo quello di Anguissa, che di fatto ha ridotto la disponibilità in questo settore a solo 3 giocatori arruolabili) si possono sintetizzare in alcune mosse. La prima è legata al cambio modulo, con passaggio al 3-4-3 e contestuale immissione di un elemento in più nella linea difensiva e lo spostamento sulla  mediana di capitan Di Lorenzo a destra e di Gutierrez a sinistra. Scontata la presenza di Lobotka e Mc Tominay nella parte centrale della linea con compiti di interdizione e di rilancio della azione.

Il secondo intervento è stato quello di presentare in attacco Neres a destra nel suo ruolo più congeniale e Lang sul lato opposto con il compito principale per entrambi di attaccare l’area avversaria, avendo dietro di loro, e quindi con meno dispendio di energie in fase di non possesso, la adeguata copertura degli esterni bassi. Alla fine ne ha giovato l’intera manovra offensiva che si è presentata più fluida e soprattutto senza lasciare in balia della difesa avversaria la punta centrale. Che siano state manovre utili e riproponibili , lo sapremo solo dinanzi agli impegni prossimi che si chiamano in campionato Roma e Juventus, due partite che chiuderanno il ciclo terribile di sfide dei partenopei. Ma ecco pararsi dinanzi la ostica partita di Champions , con una squadra che precede il Napoli nella classifica della competizione europea e che rappresenta per gli uomini di Conte, proprio per questo, un banco di prova da prendere con grande attenzione ed applicazione.

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