
25 novembre, non una giornata, ma un impegno
Si deve partire da una rivoluzione culturale
Quest’anno il Ministro dell’istruzione e del Merito ha scritto una lettera a tutte le scuole, indirizzandola indistintamente a studenti, docenti e dirigenti.
Si rivolge a tutti, insomma, perchè per smuovere lo stagno delle coscienze è necessario l’impegno costante, paziente e prezioso di tutti, affinchè anche la minima avvisaglia, preludio di violenza, possa essere sdradicata sul nascere.
Il Ministro Valditara, nella sua nota del 20 novembre scorso, richiama ad uno slancio appassionato di tutti per coltivare una più profonda consapevolezza nello sviluppare una cultura del rispetto. Tutti corresponsabili nella possibilità di un cambio lento, ma inesorabile di rotta verso il bene collettivo
La violenza di genere si annida in parole, gesti, atteggiamenti e comportamenti figli di una cultura che ancora oggi rende normale l’anormale, una cultura che vede il genere donna un passo dietro l’uomo, che incatena la donna a stereotipi non totalmente riconosciuti.
Le scuole, le associazioni, le Chiese, le aggregazioni sportive e culturali devono puntellare costantemente i valori del rispetto e della tutela della dignità di ogni essere umano.
Il 25 novembre è un giorno simbolico, un ricordo ed un monito per ricordarci che stiamo adempiendo ad un dovere. Il dovere di essere donne e uomini rispettabili e innamorati della vita.
di Evelyn Zappimbulso – vicedirettore Corriere di Puglia e Lucania
vicedirettore@corrierepl.it
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