
TREPUZZI , 18 novembre 2025 – Nella piccola sede dell’Associazione Mani Solidali, in Via Calvario 11, il tempo ha assunto un ritmo diverso. Le lancette sembravano rallentare mentre persone di tutte le età varcavano la soglia, portando con sé silenzi densi di aspettativa, e la promessa di un ascolto profondo. Qui, in questo spazio raccolto, è stato presentato Sopravvivere a un figlio di Gisella Centonze (Pensa Editore), un libro che non racconta solo il dolore di una madre, ma la sua capacità di trasformarlo in forza e testimonianza.
L’evento, frutto della cura e della dedizione dell’associazione, ha intrecciato cultura, musica e solidarietà in un unico abbraccio collettivo. L’obiettivo era chiaro: sostenere il reparto di Onco-ematologia pediatrica dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dimostrando che la letteratura non è mai solo lettura, ma un ponte che connette cuori e comunità.
Un Viaggio Attraverso Parole e Note
Dall’ingresso, i partecipanti percepivano un’atmosfera sospesa, quasi sacra. Luci soffuse, il profumo dei libri appena stampati, sedie disposte in cerchio come per invitare al dialogo. Ogni dettaglio preparava il pubblico a un’esperienza che sarebbe stata più sensoriale che intellettuale.
La musica dal vivo di Antonio Errico, il sax che sembrava respirare insieme alle parole di Gisella, accompagnava le letture. Ogni nota dialogava con il dolore e la speranza, creando un tessuto emotivo che avvolgeva i partecipanti. Le letture ad alta voce dei passaggi più intensi trasformavano la sala in un luogo dove i confini tra autore e ascoltatore svanivano, lasciando spazio a una comunione di sensazioni, lacrime silenziose e sguardi condivisi.
Un partecipante ha detto: “Non si trattava solo di ascoltare, ma di sentire. Le parole, unite alle note del sax, sembravano penetrare dentro, lasciando un’impressione che va oltre la semplice lettura. È stato un momento di rara intensità emotiva.”
Anna Sava: Il Cuore Pulsante della Comunità
Anna Sava, presidente di Mani Solidali, ha aperto ufficialmente la serata con parole che hanno toccato ogni cuore presente: “Questa presentazione non è solo la condivisione di un libro, ma di un’esperienza umana che tocca ciascuno di noi. Sentiamo il dovere di accogliere storie che insegnano a resistere, a trasformare il dolore in vita, a non sentirsi soli.”
Sava ha poi raccontato la nascita dell’associazione, fondata da cittadini desiderosi di creare un punto di riferimento per le famiglie in difficoltà. “Ogni evento è un ponte tra esperienza individuale e comunità. Non si tratta solo di ascoltare una storia: è un atto di partecipazione attiva e solidarietà.”
Cosimo Valzano: Dare Voce a Ciò che Non Si Dice
Cosimo Valzano, scrittore e operatore culturale, ha posto l’accento sul valore sociale e educativo del libro: “Il dolore, quando condiviso, diventa ponte, messaggio di speranza. Eventi come questo creano spazi di ascolto e umanità.”
“Quando una storia viene raccontata con sincerità e coraggio, genera empatia. L’empatia è ciò che sostiene le persone nei momenti più difficili.”
Alessandro Cocciolo: La Cura che Abbraccia l’Anima
Il dottor Alessandro Cocciolo, medico dell’ospedale Vito Fazzi, ha ricordato che la cura va oltre i protocolli: “Ogni bambino che arriva nel nostro reparto porta con sé un mondo di fragilità. La nostra responsabilità è sostenere non solo la malattia, ma anche il vissuto emotivo della famiglia. La cultura e la testimonianza hanno un effetto terapeutico.”
Gisella Centonze: Trasformare il Dolore in Luce
Il momento culminante è stato l’intervento di Gisella Centonze, la cui voce tremava di emozione e forza: “Scrivere ‘Sopravvivere a un figlio’ è stato un atto necessario. Ho trasformato il mio dolore in parole affinché potessero diventare compagno per chi vive un’esperienza simile. Non si sopravvive a una perdita così grande da soli: si sopravvive grazie alla rete, alla comunità, all’amore che continua a esistere anche quando sembra impossibile.”
Lutto, Resilienza e Condivisione
Psicologi e operatori sociali hanno arricchito l’incontro con riflessioni sul lutto, sottolineando che il dolore, se accompagnato dalla comunità, può diventare un percorso di crescita: “Raccontare, leggere, condividere storie di vita reale permette di costruire significati e di trovare senso in ciò che sembra insensato.”
Solidarietà Concreta: La Cultura che Sostiene la Vita
Il ricavato della serata sarà devoluto al reparto di Onco-ematologia pediatrica del Vito Fazzi, confermando l’obiettivo sociale dell’iniziativa: ogni parola letta, ogni nota suonata, ogni storia condivisa si trasforma in aiuto concreto per i bambini e le famiglie.
Ringraziamenti e Un Messaggio di Speranza
L’Associazione Mani Solidali ha voluto ringraziare Gisella Centonze, il dottor Cocciolo, Antonio Errico e tutti coloro che hanno partecipato, sottolineando che cultura, solidarietà e partecipazione possono intrecciarsi creando momenti di rara intensità emotiva.
Il libro di Centonze diventa così non solo testimonianza, ma invito a costruire comunità più empatiche e solidali. L’eco di questa serata continuerà a vivere nei cuori dei partecipanti, nei bambini sostenuti dal reparto, e in chiunque troverà, nella lettura o nell’ascolto, la forza di trasformare il dolore in speranza.










