
Nei giorni scorsi un nuovo importante soggetto si è unito ai sottoscrittori della memoria/esposto inviato alla Commissione Parlamentare sulle Banche; l’ing Saverio D’addario, Presidente del “Comitato Indipendente Azionisti BPB”, ha espresso la sua adesione con queste parole: ”apprendiamo con piacere la lodevole iniziativa, condivisa da Konsumer Italia, Confimi Industria Bari, Bat, Foggia, e del Centro studi Intrapresa, di sottoporre alla Commissione Parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, finanziario ed assicurativo, la richiesta di una indagine, sulla gestione della crisi della BpB , a tutela non solo degli azionisti, rimasti incolpevolmente privi della Banca di loro esclusiva proprietà, ma anche per tornare al rispetto dei principi fondamentali di ogni sistema economico.
Questa mia comunicazione vi assicura la condivisione del Comitato che presiedo su un tema che già da diverso tempo occupava i nostri pensieri. Un tema aggravato dalla impossibilità di esternare le nostre idee attraverso una partecipazione, in presenza e in qualità di proprietari della Banca, alle molte assemblee ordinarie e straordinarie svolte dal dicembre 2019 in poi.
Pronti a condividere tutte le iniziative che dovessero servire a rendere applicato pienamente l’art. 47 della Costituzione Italiana che prevede “ l’incoraggiamento del risparmio in tutte le sue forme, la tutela dei cittadini da ingiuste riduzioni del suo valore e coordini e controlli l’esercizio del credito”
Questo passo assieme ad altre adesioni già pervenute e di cui daremo notizia nei prossimi giorni accelera il processo di unificazione di tutte le istanze nate e cresciute attorno al tema dello “scippo” subito dagli azionisti (settantamila) che hanno perso la Banca di cui erano proprietari e anche i soldi che avrebbero realizzato vendendola..
Lo sforzo tende ad ottenere un maggiore rispetto della legalità sostanziale molto chiaramente espressa dalla Carta Costituzionale che non lascia spazio alle interpretazioni e quindi impone a tutte le componenti la Repubblica di fare quanto nei rispettivi doveri e competenze per garantire l’effettivo recupero dei valori investiti nonché degli apprezzamenti di essi maturati nei decenni e che incolpevolmente hanno perso.
Quindi la costituzione non prevede ristori miseri e questuati in finanziaria e quindi a carico dei cittadini contribuenti ma di essere difesi nella loro condizione di risparmiatori.
Vi daremo notizia di ogni evoluzione della vicenda.
Canio Trione





