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Contratti del pubblico impiego: completata la tornata dei rinnovi per sanità e funzioni locali

Con la firma dell’ipotesi di CCNL della dirigenza sanitaria dello scorso 18 novembre, si conclude ufficialmente la stagione dei rinnovi contrattuali 2022-2024 per tutti i settori del pubblico impiego di competenza delle Regioni e delle Province autonome. È un risultato raggiunto in meno di due mesi grazie a un lavoro coordinato con Aran e Organizzazioni sindacali, che restituisce certezza contrattuale a tutto il personale dei settori sanità e funzioni locali.

Nel sistema sanitario sono stati rinnovati i contratti degli oltre 137 mila dirigenti medici e sanitari e quello dei 581 mila infermieri, tecnici, amministrativi e personale sanitario non medico del comparto. L’accordo introduce incrementi economici e nuove tutele, riconoscendo il ruolo essenziale dei professionisti che sostengono ogni giorno il Servizio sanitario nazionale.

Anche nel settore delle funzioni locali si è arrivati al rinnovo di entrambi i contratti: quello della dirigenza, che interessa quasi 13 mila dirigenti, e quello del comparto, che coinvolge oltre 400 mila dipendenti. Le novità riguardano innovazione organizzativa, welfare, age management e interventi per rafforzare l’attrattività delle amministrazioni regionali e locali.

Il Presidente del Comitato di settore Regioni–Sanità, Marco Alparone, ha sottolineato come l’obiettivo di tutti sia stato quello di procedere a rinnovi veloci della tornata 2022-2024 e di lavorare senza indugi per la valorizzazione delle diverse categorie del pubblico impiego.

Con la chiusura dei contratti del triennio 2022-2024 si apre ora immediatamente la nuova fase. Le Regioni sono pronte ad avviare la definizione degli atti di indirizzo per i rinnovi 2025-2027, con l’obiettivo di allineare – per la prima volta – i tempi delle trattative alla vigenza dei contratti, garantendo maggiore stabilità, continuità e capacità di programmazione.

La prossima stagione contrattuale sarà dunque improntata a un approccio coordinato e tempestivo, in linea con l’impegno del Governo e del Ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, a valorizzare il lavoro pubblico, rafforzare le competenze professionali e a far crescere l’attrattività della PA.

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