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Versi e racconti della settimana — Musica

Quando la musica diventa storia nel Bosco delle Parole

Violino appoggiato su un tronco ricoperto di muschio in un bosco fiabesco illuminato da luce dorata.
Un violino immerso in un bosco fiabesco, l’immagine simbolo di “Quando la musica diventa storia”

Quando la musica diventa storia

La musica diventa casa e le storie prendono respiro

In questa nuova uscita di “Versi e Racconti della Settimana”, la parola-guida scelta è Musica, intesa non come suono, ma come presenza viva, un principio che unisce, ispira e rigenera. A partire da questo tema, abbiamo immaginato una fiaba simbolica ambientata nel Bosco delle Parole Luminose, un luogo dove la creatività prende forma e gli autori diventano custodi di un’armonia più grande.

Ne nasce un racconto corale, capace di restituire la forza della collaborazione, dell’intuizione e dell’arte in tutte le sue declinazioni. Una fiaba pensata come omaggio agli autori che animano questa rubrica e che, ogni settimana, trasformano le parole in un cammino condiviso.

La musica e il  bosco  delle  parole luminose

Mi chiamo Musica. Non ho età, non ho casa, non ho confini. Vivo nei luoghi in cui qualcuno mi riconosce anche senza ascoltarmi, in un battito che accelera, in un ricordo che ritorna, in una gentilezza che vibra.

Un mattino, attraversando il Bosco delle Parole Luminose, mi accorsi che qualcosa non andava. Le fronde che un tempo scintillavano di racconti ora erano opache, quasi stanche. Le storie non si muovevano più, dormivano come sassi.

E allora capii che era tempo di cercare i miei antichi amici, i nove custodi del racconto.

La prima a raggiungermi fu Antonella Polenta, che conosce tutte le lingue del vento. Camminava con un quaderno sotto braccio, non per scrivere, ma per raccogliere le parole che gli alberi liberavano nell’aria. «Musica, ti ho riconosciuta subito» disse.

Subito arrivò Cantastelle, con un cappello storto e un sacco di lucciole per illuminare le storie che fanno paura al buio.

Poi giunse Elisabetta Fioritti, tessitrice delle pause e creatrice d’arte. Lei non costruisce solo frasi, intreccia colori, forme, attese, silenzi necessari.

Francesca Ulisse comparve leggera, come se camminasse su una riga disegnata a matita. Aveva negli occhi l’attenzione di chi sa leggere i margini.

Giuseppe D’Anna arrivò con uno zaino colmo di ponti, archi di parole e strumenti per collegare una storia all’altra. Lui non racconta, costruisce.

Manuela Nocchi portava fili di ogni colore per ricucire ciò che la vita, a volte, strappa senza volerlo.

Maria Emilia Mari giunse con tasche piene di ricordi luminosi. Ricordi gentili, che scaldano come una sciarpa in inverno.

Mariangela Potì camminava con un martello e una rosa. «Per costruire e ammorbidire» disse. Con lei ogni crepa trova un senso.

L’ultima fu Nisida Bortone Frainetti, accompagnata da un’ombra buona, non quella che nasconde, quella che protegge.

«L’Albero delle Storie Mai Raccontate sta perdendo il suo splendore,» dissi. «Senza di lui, anche voi perderete la meraviglia, il coraggio, la scintilla.»

«Come possiamo aiutarlo?» chiese Cantastelle.

«Unendo le vostre arti» risposi. «Solo insieme potete salvare ciò che sta svanendo.»

Ci incamminammo nel bosco, Antonella decifrava i sussurri; Elisabetta tesseva pause; Giuseppe sistemava ponti; Manuela ricuciva parole ferite; Maria Emilia dava nome ai ricordi; Mariangela raddrizzava i rami; Nisida proteggeva; Cantastelle illuminava.

Arrivammo all’Albero delle Storie Mai Raccontate, le sue foglie tremavano. Ognuno dei nove fece ciò che sapeva fare meglio, Antonella raccolse i sussurri; Elisabetta creò pause luminose; Giuseppe collegò ogni parola; Manuela ricucì le foglie; Maria Emilia donò un ricordo; Mariangela costruì un sostegno; Nisida offrì ombra buona; Cantastelle lo illuminò.

Io, Musica, mi lasciai andare come una goccia di luce. Mi sciolsi nell’aria. Entrai in loro. Mescolai i nostri battiti. E l’Albero rinacque.

Le storie vivono se qualcuno le protegge, i ricordi brillano se qualcuno li accoglie, e la creatività salva ciò che sembrava perduto. E se mai il mondo dovesse tornare a ingrigirsi, basterà cercare chi unisce, chi ricuce, chi ascolta, chi illumina, chi costruisce, chi ricorda, chi protegge, chi fa brillare il buio…e chi — come Elisabetta Fioritti, scrittrice e creatrice d’arte —sa trasformare parole e materia in una nuova forma di magia.

Perché l’arte è il ponte segreto tra ciò che sentiamo e ciò che ancora non sappiamo dire.
E chi sa attraversarlo può salvare un Bosco intero.
O anche solo un cuore stanco.

Rubrica  a cura di Marilù Murra 

Questa pagina appartiene alla rubrica “Versi e Racconti della Settimana”, a cura di Marilù Murra per il Corriere di Puglia e Lucania, in collaborazione con ANIM

GLI AUTORI DI QUESTA SETTIMANA

Antonella Polenta
Cantastelle
Elisabetta Fioritti
Francesca Ulisse
Giuseppe D’Anna
Manuela Nocchi
Maria Emilia Mari
Mariangela Potì
Nisida Bortone Frainetti

In allegato alla rubrica sono disponibili i testi integrali dei nove autori.

Una bambina suona il flauto tra alberi magici e note luminose: la musica che prende vita nel racconto.

PAROLA-GUIDA DELLA PROSSIMA SETTIMANA —RISVEGLIO

La settimana include il 25 novembre, Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. La nostra rubrica non affronterà il tema con riferimenti alla violenza, alla cronaca o al femminicidio. La parola RISVEGLIO rappresenta invece ciò che riguarda noi come società, il risveglio della coscienza, dell’attenzione, dell’empatia e della responsabilità collettiva.

Un invito agli autori a esplorare la luce che si ridesta, consapevolezza, identità, sguardo nuovo, forza interiore e relazioni sane.

Importanza  della scrittura

La scrittura è un luogo che non conosce confini. È casa, specchio, voce e ponte. Ogni parola dà forma all’invisibile, accende una presenza, salva ciò che rischierebbe di tacere. Scrivere significa restare vivi, presenti, interi.

L’appuntamento della rubrica è ogni venerdì. I testi devono essere inviati entro il mercoledì precedente alla mail m.murra@corrierepl.it

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