Principale Arte, Cultura & Società Musica, Eventi & Spettacoli Lucrezia Cafarchio e il suo amore per la danza

Lucrezia Cafarchio e il suo amore per la danza

di Liliana Leonetti

L’ultimo spettacolo dell’Associazione Sportiva Dilettantistica “Dimensione Danza” si è tenuto Presso il Teatro “Anche Cinema” ed ha registrato la presenza di una intera comunità, quella capursese, con il sindaco in testa, che festeggia la passione per la danza e la sua protagonista: Lucrezia Cafarchio.

Le sue coreografie liberamente ispirate alle protagoniste dei libri “Storie della buonanotte per bambine ribelli” (di E. Favilli e F. Cavallo) hanno emozionato tutti.

“L’eco delle Donne” è stato un viaggio emozionale che ha attraversato il corpo, la memoria e il cuore: le protagoniste, con storie di epoche diverse, erano unite dalla forza di essere state donne protagoniste anche “atipiche”. Un omaggio al coraggio silenzioso, alla resilienza, all’amore che cambia il mondo con un gesto alla volta.

Per Lucrezia, ogni passo delle sue originali coreografie racconta un frammento di vita, una nascita, una ferita, una rinascita e la danza diventa voce e immagine, con la musica che rappresenta un respiro condiviso.

La sua scuola, aperta nel 1994 ha superato e già celebrato i 30 anni di attività: infatti Lucrezia ha iniziato il suo percorso nel mondo della danza fin da giovanissima come allieva della “Rossana”, la prima scuola di danza in Puglia, dove ha fatto anche l’esperienza di insegnare a bambine molto piccole scoprendo così l’attitudine all’insegnamento e maturando poi l’idea di aprire una scuola.”

La passione e la dedizione nel corso degli anni sono diventate il cuore pulsante della scuola che è diventata un punto di riferimento per aspiranti ballerini e ballerine della zona: per questo la sua non è solo una scuola ma è soprattutto un luogo di aggregazione, dove si coltiva l’amore per l’arte e si creano legami profondi tra gli allievi.

Infatti sul palco di Anche Cinema si esibiscono generazioni di ballerine: dalle più piccole, teneramente emozionate e guidate dalle ex allieve, alle più grandi accompagnate anche da Francesco Lobefaro, un allievo speciale che ha raccolto una marea di applausi.

La Cafarchio ha un curriculum molto ricco di esperienze dalla formazione fatta anche in America, alle coreografie realizzate ed ai molti premi vinti, ma quello che racconta di se stessa è più interessante: per un certo periodo della sua vita ha fatto la danzatrice, è stata anche in tv, ha partecipato alla trasmissione “Buona domenica” però poi ad un certo punto ha sentito il bisogno di dare a qualcuno quello che aveva provato e così ha realizzato la profonda esigenza di insegnare.

Tra i tanti ricordi ci sono quelli ricchi di soddisfazioni come quando nel 2001 la sua scuola di danza è stata invitata dal Vaticano per partecipare al Giubileo della danza come unica scuola pugliese. “È stata davvero un’emozione meravigliosa ballare per papa Giovanni Paolo II”.

E poi il premio “Capursese dell’anno” che rappresenta il riconoscimento “in patria” dove comunque ci sono delle difficoltà oggettive, come la compresenza di quattro scuole di danza in un contesto relativamente piccolo come Capurso.

Per festeggiare questo importante anniversario, per il saggio di fine anno ha richiamato tanti ex allievi per ballare nuovamente insieme perché chi ha fatto danza per tanti anni difficilmente riesce a “staccarsi” e dimenticare.

Lucrezia Cafarchio

Tra i punti di orgoglio: la sua scuola di danza ha partecipato ad un bando europeo e l’ha vinto. L’idea le è venuta quando ha visto che i suoi allievi, pur vincendo borse di studio per fare esperienze all’estero, non potevano partire perché non erano in grado di provvedere al vitto e all’alloggio. Così ha pensato di dover fare qualcosa per loro e, grazie all’aiuto di Raffaella Rubino e di Eurodesk, ha scritto un progetto che si intitola “I trent’anni di Dimensione Danza” e partecipato ad un progetto Erasmus Sportivo per permettere ai ragazzi di andare a studiare fuori senza spendere un centesimo.

Il progetto non riguarda solo la danza ma aiuta a vivere il teatro imparando a capire anche come ci si muove dietro le quinte. Con sua grande gioia il progetto si è classificato primo in Italia e così undici ragazze della scuola sono partite per dieci giorni, in Germania, nel teatro di danza che dirige Giuseppe Spota, peraltro un suo ex alunno i cui genitori non volevano lasciarlo libero di frequentare il corso di danza!!

Nel riflettere su questi 30 anni di successi, Lucrezia lascia ai suoi studenti e alla comunità un messaggio profondo: “La danza è salvifica. Ci permette di esprimerci, di trovare una via di fuga dalle tante brutture del mondo. In un momento storico così complesso, credo che l’arte, e in particolare la danza, possa davvero salvarci, perché ci riconnette con la parte più bella e autentica di noi stessi.”

Come darle torto!

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