Principale Arte, Cultura & Società Caro Galimberti, i docenti sono più empatici di medici e politici…

Caro Galimberti, i docenti sono più empatici di medici e politici…

Ho grande stima per il filosofo Umberto Galimberti, tuttavia mi sembra che spesso si sia eccessivamente concentrato sulla necessità da parte dei docenti di essere empatici e soprattutto proponendo questa o quella riforma per accertarne il grado di empatia (non basta già chiedere loro ulteriori 60 CFU, il concorso per abilitarsi, l’esame in uscita allo stesso, un altro concorso tra abilitati con esame finale, un anno di prova, cinque di vincolo territoriale, ecc. ecc.).

Concetto, quello esibito da Galimberti, comunque in sè non sbagliato, anzi giustissimo, ma che estenderei quanto meno a tutte le altre classi lavoratrici che non meno danni possono eventualmente fare quando non riescono a comprendere le necessità del prossimo, con la differenza che spesso queste altre classi sono, a differenza dei docenti, anche molto ricche. Si pensi ai medici (che non di rado dimostrano sadismo, anziché empatia, sebbene facciano quasi sempre un doppio lavoro tra ospedale e studio privato, che li porta anche ad un evidente conflitto di interessi; o ai politici e ai danni che fanno sovente proprio per non comprendere i desideri e le necessità dei loro cittadini. Mi batterei molto di più (cambiando anche il suo esempio) affinché costoro dimostrino il loro grado di empatia e competenza… specie pensando ai ministri senza laurea…).

Il mio invito è pertanto, illustre Galimberti, a guardarsi intorno a 360 gradi o comunque a non concentrare il suo “esempio negativo” su una delle classi notoriamente più martoriate e indifese della contemporaneità sedicente civile.

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