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Due Giorni di Gusto e Memoria a Vignacastrisi la Sagra degli Antichi Sapori a Vignacastrisi si celebra il Salento che resiste

A Vignacastrisi la cultura del cibo incontra musica, tradizione e spettacolo: due serate per riscoprire il cuore autentico del Salento.

Nel cuore più profondo del Salento, dove il vento del mare si mescola al profumo della terra e la storia si intreccia con la vita quotidiana, Vignacastrisi — una piccola frazione del comune di Ortelle, in provincia di Lecce — ha ospitato il 24 e 25 agosto 2025 una nuova edizione della Sagra degli Antichi Sapori. Un appuntamento che è ormai molto più di una sagra: è un viaggio nella memoria, tra sapori autentici, musiche che raccontano il territorio, e nuove forme di espressione che parlano ai giovani senza tradire le radici.L’evento è stato promosso dalla Pro Loco “Ippocampo” di Ortelle, sotto la guida di Luigi Guglielmo, figura storica e punto di riferimento per chi, in Puglia, si impegna da anni nella valorizzazione del patrimonio locale. Con passione e dedizione, Guglielmo e il suo team hanno costruito un format che non si limita a nutrire lo stomaco, ma coinvolge l’anima: una vera festa della comunità.

Una storia che rinasce: dalla carne e peperoni ai sapori ritrovati

Le radici di questa sagra affondano in un passato genuino, fatto di tavolate all’aperto, prodotti semplici e sapori decisi. Era la “Sagra della carne e piperussi”, un evento nato per celebrare le eccellenze del territorio, tra cui la carne di cavallo e i peperoni arrostiti. Col tempo, tra cambiamenti sociali e pause organizzative, l’evento si è fermato, ma non si è mai spento del tutto.Oggi, con un nuovo nome — “Sagra degli Antichi Sapori” — la manifestazione torna con una veste rinnovata, ma lo stesso spirito. L’obiettivo è chiaro: custodire le tradizioni culinarie del passato e restituirle al presente, non come nostalgia, ma come patrimonio da condividere. In questa visione, il cibo diventa cultura viva, atto di appartenenza, e occasione di riflessione sul legame profondo tra uomo e territorio.

Cibo come racconto: piatti che parlano salentino

Il cuore dell’evento resta il cibo, preparato con cura dalle mani esperte delle famiglie e delle associazioni locali. In piazza, tra luci calde e tavoli affollati, i visitatori hanno potuto assaporare piatti che sono vere e proprie narrazioni popolari: dai pezzetti di cavallo in umido, speziati e intensi, alla massa di San Giuseppe — un’antica ricetta contadina a base di pasta, cavoli e ceci — fino al capocollo servito in panini fragranti, accompagnato da patatine rustiche e dalle immancabili pittule, le frittelle che ogni salentino associa all’infanzia e alle vigilie di festa.

Questi piatti, lontani dalla cucina da copertina, sono la voce di un popolo che ha sempre saputo trasformare la povertà in ricchezza, e la semplicità in arte. E oggi, più che mai, sono un modo per recuperare un rapporto autentico con il cibo: stagionale, locale, sostenibile.

Tradizione in musica: Consuelo Alfieri e il vento del “Sirocco”

La serata del 24 agosto è stata interamente dedicata alla musica popolare salentina, con un concerto intenso e partecipato che ha visto protagonista Consuelo Alfieri, voce ufficiale dell’Orchestra della Notte della Taranta. Con il suo nuovo progetto discografico Sirocco, Alfieri ha portato in scena una fusione profonda tra tradizione e visione contemporanea.Ogni brano è stato un racconto. Le pizziche dei cortili, i canti di lavoro, le serenate d’amore: tutto ha contribuito a costruire un’atmosfera densa di emozioni e significati. La piazza si è trasformata in una grande danza collettiva, dove il confine tra spettatori e artisti si è dissolto in un abbraccio sonoro che ha coinvolto generazioni diverse, unite da un linguaggio comune: quello della musica che nasce dalla terra.

Tra trampolieri e social: la festa incontra il futuro

Il 25 agosto ha cambiato ritmo, senza perdere autenticità. Protagonista della seconda serata è stato il “Crazy Nation Dance Party”, format originale prodotto da Casciaro Eventi, ispirato alla cultura pop degli anni ’90. Tra trampolieri, sputafuoco, performer e dj set, la piazza si è trasformata in uno spettacolo visivo e sonoro capace di coinvolgere grandi e piccoli.A dominare la scena è stata Ester Del Popolo, artista salentina in grande ascesa, che sta facendo parlare di sé online con performance magnetiche e video virali. Con la sua voce potente, l’energia scenica e un mix ben calibrato di pop, elettronica e radici salentine, Ester ha regalato uno show indimenticabile. Il suo nome circola con sempre più insistenza sui social, segno che anche la tradizione, se reinterpretata con intelligenza, può conquistare il presente.

Gusto, identità e futuro: il Salento che sa raccontarsi

Quella di Vignacastrisi non è stata solo una festa. È stata una dichiarazione d’intenti, un modello di evento culturale capace di mettere insieme memoria e innovazione, promozione turistica e senso di comunità. In tempi in cui la gastronomia rischia di diventare intrattenimento superficiale, la Sagra degli Antichi Sapori ha riportato l’attenzione su ciò che davvero conta: il legame tra ciò che mangiamo e ciò che siamo.

Ogni piatto cucinato, ogni nota suonata, ogni applauso condiviso ha raccontato un Salento diverso: non quello da cartolina, ma quello autentico, che vive tutto l’anno nei piccoli borghi, nei racconti degli anziani, nelle mani che impastano, nelle voci che cantano.Perché il gusto, quando è vero, non è solo piacere. È memoria, identità, e bellezza.

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