
La soglia non è mai solo un confine, è attesa, passaggio, rinascita. In ognuno dei testi raccolti questa settimana, essa diventa esperienza personale e collettiva, il coraggio di guardare oltre, il rigore di distinguere tra vero e falso, il legame tra generazioni, la denuncia ambientale.
Come ricorda un aforisma che ben rappresenta il senso di questa parola:
“Non guardare la porta che si chiude, ma la luce che filtra da quella che si apre.”
Ed è proprio questa tensione tra chiusura e apertura, tra fine e possibilità, che ritroviamo le voci di questa settimana.
Voci della settimana
Poesia – Giulia Rita D’Onofrio, “La Soglia”
Non è un confine, ma il velo che trema…
tra l’eco che muore e il primo vagito.
La soglia, un respiro sospeso,
dove ogni passato è un’ombra e ogni futuro un mito.
È l’ultima carezza, alla vita che fu,
il primo bacio all’ignoto che ti chiama tu.
Non è un addio, ma una pausa profonda,
nel silenzio che precede l’onda.
È l’odore di polvere e pagine ingiallite,
il sapore di promesse mai finite.
La porta si chiude, ma non per sempre…
perché, la sua ombra è l’inizio del prossimo seme.
La Soglia: Il tuo Inevitabile Coraggio…
È la linea tracciata dal tempo e dal fato,
la vertigine di un sogno mai osato.
La soglia, il punto in cui il cuore si fa forte,
e la paura si inchina alla tua sorte…
Non c’è più un “se” o un “forse”:
solo il passo che le tue gambe impongono, le tue forze.
Il cassetto si apre, i sogni volano,
le mete inesplorate ti spingono e ti chiamano.
Non è un passaggio, ma una rinascita:
la fine che svela una nuova vita.
La soglia sei tu, il tuo inevitabile coraggio,
il primo passo del tuo nuovo viaggio.
Saggio – Yuli Cruz Lezcano, “Sulla soglia del vero”
Viviamo in un tempo in cui la soglia tra il vero e il falso non è più solo un confine epistemologico, ma uno spazio abitato, frequentato quotidianamente da milioni di utenti digitali. Dove finisce ciò che è reale e inizia ciò che semplicemente appare? Quando un’informazione è solo condivisa, e quando invece è anche fondata? In che momento uno strumento nato per aiutare diventa capace di distorcere la realtà, non per volontà maligna, ma per l’effetto stesso della sua progettazione e del nostro uso acritico?
Queste domande non sono più riservate ai filosofi della conoscenza, ma appartengono alla vita quotidiana. Nell’era dell’intelligenza artificiale generativa, in cui ChatGPT risponde a domande di ogni tipo con apparente autorevolezza, ci troviamo immersi in una “zona grigia” dell’informazione: una soglia pericolosa tra l’illusione della verità e la verità dell’illusione. È in questa soglia che si giocano oggi le nuove battaglie culturali, educative e democratiche.
I sociologi della conoscenza ci insegnano che la realtà non è solo ciò che accade, ma anche ciò che viene percepito, creduto, accettato come vero da una comunità. Se le fonti create artificialmente plausibili, formalmente corrette ma inesistenti, entrano nei circuiti ufficiali, cosa distingue ancora la verità dalla sua rappresentazione? Quando il falso si struttura, si diffonde, si cita, si ripete, diventa una realtà che agisce. E se agisce, produce effetti. Allora non è più solo un errore: è un fatto sociale.
Il rischio non è solo di sbagliare, ma di disimparare a giudicare. Quando si delega in modo cieco a un modello linguistico la funzione di arbitro della verità, si abdica a una parte essenziale del pensiero critico. Il vero problema, oggi, non è tanto che l’intelligenza artificiale inventi fonti o confonda autori, ma che queste “invenzioni” si insinuino nei meccanismi di validazione collettiva: nelle scuole, nelle università, nei documenti pubblici. Così, la soglia tra il vero e il falso diventa una soglia collettiva, attraversata ogni giorno da una società che non sempre è consapevole di starla oltrepassando.
L’articolo che segue esplora con rigore questa soglia sottile, indagando come e perché il falso generato dall’IA possa sostituirsi al reale e cosa possiamo (e dobbiamo) fare per evitare che accada senza che ce ne accorgiamo.
Voci Ospite
Francesca Ulisse – “Omaggio a mia madre… a mia figlia”
La soglia si fa memoria intima e genealogia affettiva, nascita, amore, maternità. Una poesia che attraversa i passaggi della vita come stanze di una casa sempre aperta.
Maria Emilia Mari – “Spiaggia malata”
Qui la soglia si traduce in denuncia, il confine tra natura e degrado, tra bellezza ferita e ferocia umana. Le immagini crude della spiaggia inquinata diventano simbolo di una soglia ambientale che non possiamo più ignorare.
Raccordi tematici
La soglia appare dunque in quattro dimensioni:
– come confine epistemologico (Yuli Cruz Lezcano),
– come coraggio esistenziale (Giulia Rita D’Onofrio),
– come legame familiare (Francesca Ulisse),
– come monito ambientale (Maria Emilia Mari).
In tutte, essa è linea fragile che separa ma anche punto da cui ripartire.

Ogni soglia è al tempo stesso un varco e una prova, ci obbliga a rallentare, a fermarci un istante prima di compiere il passo decisivo. Nei testi di questa settimana essa diventa riflessione, coraggio, memoria e denuncia. Sta al lettore, ora, riconoscere la propria soglia, quella invisibile che ognuno custodisce dentro di sé, e che, una volta attraversata, illumina la strada del domani.
Prossima parola-guida
La prossima parola-guida sarà “Confessione”, verità sussurrate, identità che si svelano, silenzi che parlano. Tra riflesso e rivelazione.
Ci sono parole che bussano piano.
Non urlano, non chiedono di entrare, aspettano.
“Confessione” è una di queste.
Non è urlo né pentimento. È un gesto lento.
È il momento in cui qualcosa si stacca da dentro
e prende forma tra voce, sguardo o silenzio.
È ciò che diciamo, ma anche ciò che ci sfugge.
Una crepa che non chiede giudizio,
ma solo uno spazio sicuro dove posarsi.
Questa settimana, le voci raccolte si specchiano in questo spazio fragile,
tra verità nascoste e rivelazioni involontarie,
tra il bisogno di raccontarsi e il coraggio di farlo.
Restiamo in ascolto.
Non per capire, ma per accogliere.
I testi (poesia, prosa breve, aforismi, riflessioni) vanno inviati entro mercoledì sera a: marilumurra@gmail.com
Rubrica
“Versi e racconti della settimana” esce ogni venerdì sul Corriere di Puglia e Lucania.
È curata da Marilù Murra, in collaborazione con ANIM – Associazione Nazionale Italiani nel Mondo.






