
Arriva da Israele la notizia che il mondo temeva: sì alla conquista totale di Gaza
Dopo 10 ore di discussione, il gabinetto di sicurezza dello Stato di Israele ha approvato la proposta del leader Netanyahu. Via libera dunque alla conquista totale di Gaza city. Un’area in cui attualmente trova rifugio circa un milione di abitanti della Striscia.
La notizia, esplosa sui media di tutto il mondo, é stata data alle prime luci di questa mattina da un alto funzionario israeliano a Channel 12
Un copione già scritto?
Inamovibile, dunque, forte dell’appoggio dello schieramento di estrema destra del suo gocverno, Benjamin Netanyahu, ha avuto ragione su quanti si opponessero a un disegno che compromette seriamente la vita degli ostaggi israeliani, ancora nelle mani di Hamas. E, malgrado il crescente dissenso nel Paese nei confronti della sua politica, ha prevalso-
Del resto i segnali di un obiettivo già tracciato erano ben visibili, resta ora da vedere come si procederà all’evacuazione di un milione di persone, stremate dalla fame e dalla guerra e quale possa essere la reazione di Hamas.
L’annuncio
L’annuncio della decisione presa dal gabinetto di sicurezza israeliano é stato dato dall’ufficio del premier Netanyahu questa mattina e, lapidariamente, mette in rilievo l’obiettivo principale: la sconfitta definitiva di Hamas.
Inoltre, in esso, si chiarisce che ‘L’Idf si preparerà a prendere il controllo della città di Gaza, garantendo assistenza umanitaria alla popolazione civile al di fuori delle zone di combattimento‘. Un compito arduo che indubbiamente necessita di tempi lunghi.
Nella nota si chiariscono inoltre i cinque principi di questa operazione che dovrebbe portare alla fine della guerra.: ‘Smantellamento dell’arsenale di Hamas, ritorno di tutti gli ostaggi, vivi e deceduti; smilitarizzazione della Striscia di Gaza; controllo della sicurezza da parte di Israele sulla Striscia; istituzione di un’amministrazione civile alternativa, che non sia né Hamas né l’Autorità Palestinese’.
Vengono definiti altresì i tempi sia dell’evacuazione forzata della popolazione che dello smantellamento delle forze di Hamas. Tutto dovrà avvenire entro il 7 ottobre 2025.
Una discussione animata
Intanto trapelano notizie e dettagli sulle difficoltà incontrate da Netanyahu, all’interno della riunione, per l’approvazione del suo piano. Un piano che certamente non soddisfa i manifestanti, scesi in piazza a Tel Aviv e a Gerusalemme, e che ha trovato anche l’opposizione del capo di stato maggiore, Eyal Zamir. Questi infatti, come riportato, nel corso della riunione, avrebbe detto :“Non esiste una risposta umanitaria per il milione di persone che sposteremo a Gaza. Sarà tutto estremamente complesso. Propongo di rimuovere l’obiettivo del ritorno degli ostaggi tra gli obiettivi della guerra”.
Tante, dunque, le paure, che animano questi giorni in cui gli occhi del mondo sono puntati su Israele. Paure che riguardano sia la sorte degli ostaggi ancora in vita, sia la reazione di Hamas, ma soprattutto ci si chiede quale possa essere il destino dei tanti palestinesi rifugiati a Gaza city.
Nè valgono a rassicurare il mondo le dichiarazioni rilasciate da Netanyahu ai giornalisti della Fox News e ad altre emittenti televisive.
La reazione di Hamas
Non si é fatta attendere la reazione di Hamas che ha tuonato contro una simile decisione, sottolineando come in realtà il leader israeliamo miri più al soddisfacimento dei propri interessi personali che alle sorti degli ostaggi e del suo Paese.
Un progetto, questo, che ha indotto il governo israeliano a far saltare ogni negoziato per il raggiungimento della pace e che, a detta di Hamas, ‘ Avrà un prezzo doloroso’
Resta da vedere per chi.





