
Due garanti, uno della Regione Lazio e l’altro di Roma Capitale, hanno visitato il Cpr, albanese, di Gjader.
La decisione della Corte di Giustizia
E’ passato qualche giorno dalla sentenza della Corte di Giustizia europea, secondo la quale ogni stato europeo ha il diritto di elaborare una lista dei cosiddetti “paesi sicuri”, nei quali è possibile rimpatriare, con una procedura accelerata di frontiera, coloro che richiedono protezione internazionale. Ma la Corte ha anche detto che i giudici nazionali devono controllare la conformità di tali designazioni con il diritto europeo, che vieta di definire “sicuro” un paese che tale non è per tutta la popolazione e tutto il territorio.
Cosa dicono i Garanti
Dopo la sentenza della Corte di Giustizia, è arrivato anche il parere di Stefano Anastasìa e Valentina Calderone, rispettivamente Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio e Garante delle persone private della libertà personale di Roma Capitale. Essi hanno visitato il Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) e il carcere di Gjader, in Albania, al fine di parlare con gli ospiti della struttura e di esaminare flussi, spazi, servizi e procedure. Nel loro responso, hanno detto che “il numero estremamente limitato delle persone, attualmente, presenti nel Cpr, appena 27, insieme alla disponibilità di posti nei Centri collocati sul territorio nazionale, rende non giustificato il trasferimento, in Albania, di queste persone”. Hanno aggiunto: “Anche se abbiamo potuto verificare che le risorse umane, finanziarie e professionali, a disposizione dell’ente gestore, consentono, al momento, un trattamento adeguato dei trattenuti. Naturalmente, ci sono difficoltà per i rapporti con i famigliari e i legali, dovute alla collocazione del Centro in territorio albanese, e potenziali rischi per l’assistenza sanitaria, laddove non dovesse essere sufficiente quella prestata all’interno del Centro. Manca, inoltre, qualsiasi opportunità di attività nelle lunghe giornate all’interno del Cpr”.
Il flusso di persone nel centro
Quando i Garanti sono entrati, martedì 29 luglio, erano presenti 28 migranti. Il giorno dopo, sono diventati 27, perché un cittadino pakistano è stato rimpatriato. In generale, i trattenuti provengono, soprattutto, da Algeria, Senegal, Pakistan, Ghana e India. Dall’apertura del Cpr, lo scorso aprile, sono passate 140 persone e ne sono uscite 113: 40 per mancata proroga del trattenimento, 37 per rimpatrio, 15 per inidoneità sanitaria al trattamento, 7 per riconoscimento della protezione internazionale e le altre per diverse motivazioni, tra cui il trasferimento in altri Centri o la sospensiva del decreto di espulsione.





