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Ostuni: la solennità di San Giacomo Maggiore, con la storia di Santiago di Compostela e del Cammino

Polveriera Zen
Chiesa di San Giacomo di Compostella in Ostuni

A Ostuni (Br), nel centro storico presso la Chiesa di San Giacomo di Compostella (costruita su volere del nobile Pietro Caballerio), si è tenuta la solennità religiosa – patrocinata dal MEIC (gruppo di Ostuni) – dedicata a San Giacomo Maggiore. Dopo la recita del Santo Rosario, il Reverendo Sacerdote don Maurizio Caliandro, vicario foraneo dell’Arcidiocesi di Brindisi – Ostuni e amministratore della Concattedrale ostunese, ha celebrato la Santa Messa.  A seguire, c’è stato l’intervento dell’autore dell’articolo sui cenni storici di Santiago di Compostela e il racconto (anche con alcune riflessioni da un punto di vista sociologico) dell’esperienza del Cammino, da lui personalmente effettuato lungo il tratto Portoghese, di seguito in sintesi riportato.

Locandina

Il 25 luglio si celebra la festività di San Giacomo il Maggiore, figura di grande rilievo nel cristianesimo. È una ricorrenza religiosa molto sentita in diverse parti d’Europa, in particolare in Spagna — dove San Giacomo (Santiago in spagnolo) è patrono nazionale — ma anche in molte località italiane, che lo onorano con celebrazioni religiose, eventi folkloristici e antiche tradizioni popolari.

San Giacomo il Maggiore e le origini storiche di Santiago di Compostela

San Giacomo, detto “il Maggiore” per distinguerlo dall’altro apostolo omonimo, era il fratello di Giovanni Evangelista e faceva il pescatore prima di essere chiamato da Gesù. Secondo gli Atti degli Apostoli, fu il primo apostolo a subire il martirio, fatto decapitare da Erode Agrippa I intorno al 44 d.C. La tradizione vuole che, prima del suo martirio, San Giacomo avesse evangelizzato la penisola iberica. Dopo la sua morte, i suoi resti sarebbero stati miracolosamente trasportati in Galizia, nel nord-ovest della Spagna, dove – transitando da Padròn, luogo nel quale il Santo rimase del tempo, facendo opera di evangelizzazione –  oggi sorge Santiago de Compostela, situata nella regione della Galizia, nel nord-ovest della Spagna, che è una delle mete di pellegrinaggio più importanti al mondo e dove la sua storia è indissolubilmente legata alla figura dell’apostolo Giacomo il Maggiore.

Fu nel IX secolo, secondo la leggenda, che un eremita di nome Pelagio vide una strana luce sopra un campo (da qui il nome “Campus Stellae“, campo della stella), e grazie alle sue indicazioni il vescovo Teodomiro rinvenne le reliquie dell’apostolo. Re Alfonso II delle Asturie ordinò pertanto la costruzione del primo santuario, che diede inizio al culto di San Giacomo e al pellegrinaggio verso Santiago. 

Nel Codex Calixtinus del XII secolo, nel Liber IV, troviamo peraltro scritto che l’Apostolo Giacomo apparve in sogno a Carlomagno al quale diede l’incarico di liberare la sua tomba dal dominio degli arabi musulmani. Non a caso troviamo, successivamente, diversi dipinti nonchè statue che raffigurano San Giacomo in veste da Cavaliere, armato di spada e vessillo con la croce di Santiago, in sella ad un cavallo bianco, a combattere i musulmani. Anche in virtù di questo, ma non solo, nel Medioevo in Spagna sorsero alcuni ordini cavallereschi a lui legati, nei quali – dopo la soppressione dell’ordine Templare – alcuni cavalieri fuggitivi dalla persecuzione ordinata da Filippo il Bello, re di Francia, e appoggiata dall’allora Papa Clemente V, confluirono.

Statua di San Giacomo Maggiore

Nel corso del Medioevo, anche grazie alla potente abbazia di Cluny (cluniacensi) che nel XI secolo si fece promotrice di questa destinazione, il Cammino di Santiago divenne quindi uno dei tre principali pellegrinaggi cristiani, insieme a quelli verso Gerusalemme e Roma. Lungo le vie del pellegrinaggio nacquero poi monasteri, ospizi, ponti e intere città, e la stessa Santiago fu urbanizzata in funzione del pellegrinaggio, in un’opera straordinaria di costruzione religiosa e culturale.

Il Cammino oggi: un’esperienza spirituale e culturale

Per comprendere il Cammino di oggi, è bene però parlare brevemente della figura del Peregrinus (in lingua latina). Una figura nata nel Medioevo e che, proprio in quegli anni, vide la sua maggiore visibilità e diffusione. Nel periodo delle Crociate, poi, i pellegrini, unitamente a milizie e nobili, in cerca di indulgenza (remissione dei peccati terreni e nell’aldilà) furono i protagonisti dei lunghi viaggi – spesso drammatici – per raggiungere la Terrasanta.

I pellegrini avevano alcuni segni inequivocabili che li contraddistinguevano durante il cammino: il bastone (detto bordone), la fiasca (spesso realizzata con la zucca lagenaria) e simboli (come la croce [crux] o la conchiglia [concha], ad esempio) riferiti al luogo di culto di Santiago di Compostela verso il quale erano diretti o dal quale tornavano, ben evidenziati sul copricapo e sul mantello o, come nel caso della capasanta, appesa anche al bordone.

La Cattedrale di Santiago di Compostela

Oggi, il Cammino di Santiago (Camino de Santiago in spagnolo) non è solo un pellegrinaggio religioso, ma anche un’esperienza spirituale, culturale e personale intrapresa da migliaia di persone ogni anno, credenti e non. I cammini principali, come il Cammino Francese, il Cammino Portoghese, il Cammino del Nord e il Cammino Primitivo, si snodano per centinaia di chilometri attraverso paesaggi mozzafiato, villaggi antichi e città storiche.

Lungo il percorso, i pellegrini (detti in lingua spagnola peregrinos) raccolgono timbri sulla loro credencial, un “passaporto del pellegrino” che certifica le tappe percorse. Al termine, arrivando nella splendida Cattedrale di Santiago, si può ottenere la Compostela, un attestato rilasciato a chi ha percorso almeno 100 km a piedi o 200 km in bicicletta.

Dopo questi cenni storici e attuali, parlando dell’esperienza del Cammino, l’autore ha infine evidenziato gli incontri che si possono fare lungo il Cammino, e in particolare ha citato quello che lo aveva toccato emotivamente di più: una coppia di anziani, dove il marito portava lo zaino e, nel contempo, aiutava la moglie con il tutore con rotelle a camminare su una strada sterrata. La dimostrazione che con la forza di volontà si possono superare tutte le difficoltà che, a volte, la vita ci riserva.

Incontri sul Cammino

L’esperienza del Cammino è dunque unica: è un viaggio fisico, ma soprattutto interiore. Si cammina per cercare silenzio, risposte, incontri, senso. Le motivazioni sono diverse — religiose, spirituali, culturali, personali — ma tutte si intrecciano lungo la strada, in una dimensione di condivisione e scoperta. E, grazie al volere e all’iniziativa dell’Arcidiocesi di Brindisi – Ostuni e del MEIC, a Ostuni è stato possibile divulgare le origini e la storia di Santiago insieme all’esperienza vissuta nel Cammino.

Buen Camino! 

Franco Faggiano, EPS (Esperto Progettazione Sociale) socio dell’ASI (Associazione Sociologi Italiani) – Blog di divulgazione scientifica: retisocialienetworking.blogspot.com | Ha pubblicato nel 2006 con la casa editrice Penne e Papiri, “Arcieria & Cavalleria“, una raccolta di saggi a carattere storico-religioso, consultabile presso alcune biblioteche nazionali e visibile nell’archivio-catalogo di opac.sbn.it, e dal 1994 si occupa di rievocazione storica medievale, anche con la pubblicazione di numerosi articoli e saggi. 

Foto: © Franco Faggiano e Marco Leone

Approfondimenti: ilcamminopersantiago.blogspot.com/

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