
Ci sono luoghi che sembrano fatti per essere attraversati dal vento delle storie. Otranto è uno di questi. Non solo per la sua posizione di confine, per il suo essere ponte tra Oriente e Occidente, ma per quella sua luce tagliente che, paradossalmente, fa risaltare meglio le ombre. E c’è chi quelle ombre le sa ascoltare. Renato Giordano, scrittore, regista, fine conoscitore della letteratura che ruota intorno alla città idruntina, da anni si muove tra i chiaroscuri di Otranto con sguardo curioso e affettuoso. Ne ha raccontato i segreti e le atmosfere in due libri di successo, I labirinti di Otranto e I principi di Serendib, in cui la narrazione non si limita a descrivere luoghi, ma li interroga, li evoca, li trasfigura. Per lui, Otranto non è solo un luogo fisico, ma uno spazio mentale, narrativo, simbolico. È una città che si racconta da sola, se sai come ascoltarla.
Giovedì 24 luglio 2025 , nell’ambito del Festival del Jazz di Otranto, Renato Giordano sarà protagonista di una serata unica nel suo genere, che porterà il pubblico fuori dal consueto percorso musicale per condurlo in un viaggio tra romanzi gotici, storie vere e teatro narrativo. Un evento che promette di sorprendere e affascinare, dal titolo evocativo: “Libertini, Turchi e Fantasmi”.
Il primo tempo della serata sarà dedicato a uno dei testi più emblematici della letteratura gotica: Il castello di Otranto di Horace Walpole, pubblicato nel 1764. Un romanzo che, pur ambientato in un castello mai visto dall’autore, ha reso celebre il nome della città ben oltre i confini italiani. Perché Walpole scelse proprio Otranto come sfondo per la sua storia? Cosa cercava, cosa immaginava, cosa proiettava su quella parola che suonava esotica, misteriosa, antica? Renato Giordano guiderà il pubblico in questo percorso tra finzione e suggestione, ma non sarà solo: accanto a lui, gli attori Matteo Fattizzo e Alessandra Schenone interpreteranno alcuni frammenti dell’opera, trasformando le pagine in voci, gesti, emozioni. Sarà un’esperienza immersiva, a metà tra racconto e performance, in cui Otranto diventerà specchio di sé stessa, riletta e rivissuta attraverso lo sguardo di uno scrittore inglese che – senza mai metterci piede – l’ha fatta entrare nella storia della letteratura.
Ma il viaggio non finisce qui. Dopo aver percorso i corridoi del gotico letterario, la serata prenderà una piega ancora più intrigante. Giordano condurrà infatti il pubblico dentro una vicenda reale, sorprendente, poco nota: la tappa di Giacomo Casanova a Otranto. Sì, proprio lui – il celebre libertino, avventuriero, scrittore, seduttore veneziano – fu di passaggio nella città salentina durante uno dei suoi viaggi nel Mediterraneo. Non si tratta di una leggenda, ma di un episodio documentato, di cui restano tracce in lettere e appunti. Eppure è una storia che in pochi conoscono. Renato Giordano la riporterà alla luce con il suo stile elegante e coinvolgente, restituendoci un ritratto inedito di Casanova: non l’icona stanca e caricaturale, ma un uomo in viaggio, colto in un momento di intimità e meraviglia. In particolare, il racconto si concentrerà su un incontro galante che Casanova avrebbe avuto proprio a Otranto, con una giovane donna del posto. Un episodio che, nelle mani di Giordano, diventa narrazione viva, fatta di sguardi, sospiri e passi tra i vicoli al tramonto.
Il contesto del Festival del Jazz non è un semplice contenitore. Al contrario, questa incursione nella letteratura e nella storia dialoga perfettamente con lo spirito del jazz: la libertà, l’improvvisazione, il racconto che prende forma dal momento e dalle vibrazioni del presente. Anche se non ci saranno strumenti sul palco, la parola di Giordano sarà essa stessa una partitura. I silenzi, le pause, le sfumature della voce e le letture teatrali creeranno un’armonia diversa, più intima, ma non meno coinvolgente.
Chi conosce Giordano sa che non è solo uno scrittore, ma un uomo di teatro, e anche questa volta porterà in scena non una semplice conferenza, ma un’esperienza vera e propria. Una serata per chi ama le storie che resistono al tempo, i libri che non si dimenticano, e le città che, come Otranto, sembrano avere sempre qualcosa da raccontare – a chi ha la pazienza di fermarsi ad ascoltare.





